CALTANISSETTA – C’era una volta una città con tanti negozi. Oggi molti sono vuoti da così tanto tempo, che i cittadini nemmeno ricordano più cosa ospitassero. Caltanissetta ormai al di fuori da qualche evento straordinario si è spopolato, e nella sua quotidianità è diventato il fantasma di se stesso. Quasi tutte le principali attività sono chiuse o rifluite in periferia. I monumenti cadono a pezzi, il centro storico che dovrebbe essere tenuto come una bomboniera è nel degrado più totale. Oggi le tante vetrine vuote ormai da anni o quelle lasciate libere solo da pochi mesi, si continua a leggere “affittasi”o “vendesi”,con la gioia di molti immigrati che tra uno spazio e un altro si sono sistemati con le loro merci. Oggi, le disparità tra agiati e disagiati si vanno accentuando, e i privilegi di cui godono i primi, diventano sempre più evidenti e insostenibili per gli altri. E non mi si venga a dire che è solo colpa della crisi economica, perché non è così. Oggi,dobbiamo avere coraggio di dire che le maggiori colpe le hanno chi ha occupato e occupa le poltrone delle istituzioni o dei consigli di amministrazione. Dobbiamo avere il coraggio di dire che molti dirigenti a metà tra l’incapace e il criminale hanno trasformato tutto in un prodotto di marketing, svendendo, distruggendo, privatizzando . Dobbiamo avere il coraggio di dire a questi “signori”che in questi anni non hanno saputo o voluto cogliere la sfida per una grande trasformazione della nostra città ma, al contrario, si sono accaniti con cieco egoismo all’interesse privatistico, affondando la città nella privatizzazione più spinta e nel disprezzo di processi partecipativi dei quali i cittadini sono i veri protagonisti. E smettiamola con lo sventolare questa tradizionale “privacy” come un vanto ma che talvolta somiglia alla complicità, o addirittura, per usare una parola forte, all’omertà. Oggi forse ho capito che la soluzione sarebbe quella di lasciarli da soli a sventolare i loro cartelli di “Affittasi”,forse solo così un giorno a forza di sventolare,il loro cartelli, si renderanno conto che lo sventolio non genera reddito… ma dato il livello infimo di coscienza, credo che continueranno a sventolare fino a crepare…
Giuseppe Curcio

