CALTANISSETTA – La Procura di Caltanissetta ha concluso le indagini e inviato l’avviso a Massimo Ciancimino, per il quale sara’ chiesto il rinvio a giudizio con le ipotesi di calunnia aggravata e di rivelazione di segreti delle indagini a una ventina di giornalisti. L’iniziativa potrebbe riaccendere la tensione fra i pm palermitani e quelli nisseni: nel capoluogo dell’Isola, infatti, Ciancimino, sebbene a giudizio anche per calunnia, oltre che per concorso esterno in associazione mafiosa, e’ ritenuto attendibile e superteste della trattativa Stato-mafia, mentre a Caltanissetta il pool coordinato da Sergio Lari non gli riconosce alcuna attendibilita’. Su questo, in passato come oggi, i due uffici si sono sempre scontrati e sono ancor oggi distanti. Polemici i legali del figlio dell’ex sindaco mafioso di Palermo: “Succede sempre qualcosa, alla vigilia della ripresa delle udienze del processo sulla trattativa”, dicono gli avvocati Roberto D’Agostino e Francesca Russo. Massimo Ciancimino e’ accusato di avere cercato di far incriminare, con dichiarazioni totalmente false, un dirigente del Sisde, Lorenzo Narracci, e l’ex capo della polizia, Gianni De Gennaro. Narracci sarebbe stato ? secondo lui ? il tramite fra i boss, suo padre Vito Ciancimino e un personaggio “non meglio individuato, appartenente ad ambienti istituzionali, a nome Carlo o Franco”. De Gennaro sarebbe stato invece proprio il “signor Franco”: l’ex capo della polizia, che era stato oggetto di una presunta calunnia anche a Palermo, con la falsificazione di un “pizzino” di don Vito, a Caltanissetta era stato accusato anche di avere girato informazioni riservate al padre di Massimo, Vito Ciancimino. Per il biglietto contraffatto, nell’aprile 2011, i pm di Palermo, allora coordinati da Antonio Ingroia, sottoposero in fretta e furia a fermo il figlio dell’ex sindaco mafioso di Palermo, scatenando la guerra con i colleghi, che da tempo indagavano per gli stessi fatti sullo stesso superteste.
di Redazione 3
Mar, 05/05/2026 - 11:28

