CALTANISSETTA – Una vera e propria attività lampo, quella messa in atto ieri sera a Milena dai militari del Nucleo Operativo della Compagnia Carabinieri di Mussomeli, che si è conclusa con un arresto per estorsione aggravata. Mancuso Pietro, classe 1942, di Milena, è stato arrestato ieri con le mani nel sacco subito dopo aver ritirato il denaro estorto alla propria vittima che, a seguito di perquisizione personale da parte dei militari, aveva ancora addosso custoditi nella propria tasca del pantalone. Questo il triste epilogo dell’attività di indagine iniziata solo poche settimane fa e portata avanti dai militari del Nucleo Operativo. E’ dal mese di settembre scorso che, il Comando Provinciale dei Carabinieri di Caltanissetta, in intesa con la locale Procura della Repubblica, hanno attivato una serie di controlli preventivi a carico di numerose persone capaci di poter porre in essere tali attività delittuose. Così, a seguito dell’input del superiore Comando, i militari della Compagnia Carabinieri di Mussomeli hanno iniziato, da subito, un completo e mirato monitoraggio teso a scoprire eventuali tali attività criminose sul proprio territorio. E’ stato così che, dopo una attenta e minuziosa analisi delle informazioni info-operative acquisite, ed anche grazie alla denuncia ed alla collaborazione della vittima, decisamente poco incline ad assecondare l’estortore, è iniziata l’attività investigativa che ieri ha portato all’arresto del settantunenne. Numerose sono state le attività tecniche, le intercettazioni telefoniche e i pedinamenti a carico dell’indagato terminati ieri con il suo arresto. Non basta, era da giorni che il Mancuso richiedeva di riscuotere il denaro richiesto illegittimamente e, visto il ritardo della vittima, ecco scattare le minacce. E’ così che l’attività investigativa delle settimane precedenti, è terminata ieri quando, nel tardo pomeriggio, i militari, appostati e mimetizzati nelle vicinanze, hanno assistito alla riscossione dei 1.000 Euro che sono stati posti poi sotto sequestro quale provente nell’attività delittuosa. Il tutto ha avuto termine nella tarda serata di ieri quando, espletate tutte le formalità di rito, il Mancuso, vista l’età, è stato tradotto presso la propria abitazioni di Milena dove dovrà restare agli arresti domiciliari così come disposto dal titolare dell’indagine, il Sostituto Procuratore della Direzione Distrettuale Antimafia di Caltanissetta, Dott. Stefano Luciani. Il Mancuso è stato poi anche denunciato per ricettazione dai militari del Nucleo Radiomobile in quanto in possesso di auto priva di documenti di circolazione, di assicurazione e con matricola del telaio asportata. L’auto è stata posta sotto sequestro.
“Il mio plauso, per la professionalità e l’impegno dimostrate, va al Comandante del Nucleo Operativo e Radiomobile, Maresciallo Chirico, e dai suoi uomini che, a seguito di questa complessa ed articolata indagine, in sole poche settimane, sono riusciti a porre fine a questa terribile attività delittuosa posta in essere dall’indagato. Altrettanto importante è il significato da attribuire a questa spiacevole vicenda. Nell’attuale e difficile periodo socio-economico generale, rivolgendomi a tutti i cittadini del Vallone, gli invito ad avere sempre l’Arma locale quale punto di riferimento di uno Stato “presente” e vicino alla società, perché solo insieme, collaborando, possiamo sperare di avere, nel futuro, una società migliore”.

