CALTANISSETTA – Si è concluso lo stage di 5 settimane in Regno Unito. 24 ragazzi (12 dell’ITAS ” L. Russo” e 12 dell’ITCG “M. Rapisardi” hanno affrontato oltre un mese di “vero” lavoro a Portsmouth, ridente e, purtroppo, ventosa città del sud dell’Inghilterra. Un posto molto grazioso, a misura d’uomo, molto lontano,ma non in kilometri, dall’ambiente caotico, frenetico e, francamente, invivibile di Londra. Qui per entrare nei bus non devi fare file, cercare qualche centimetro quadrato dove sistemare i piedi e qualche centimetro cubico per esercitare la normale attività di respirazione. Come avviene in tutta l’Isola la gente è molto gentile ed educata, le parole più frequenti che ascolti sono sicuramente:”thank you” e “sorry”. Un posto tranquillo in cui non ci sono problemi importanti di ordine pubblico, solo nel fine settimana si vede la security davanti i locali pubblici e 2 poliziotti nelle strade; un semplice deterrente ma nessun intervento. Il massimo del disordine che ho avuto modo di vedere un solo mendicante molto gentile che, come un disco rotto, ripeteva la stessa frase cambiando il soggetto a seconda del sesso e dell’età dei passanti. Il progetto “Leonardo”, finanziato dalla CE, colloca ragazzi che frequentano le scuole superiori in una realtà di studio ( generalmente si comincia con un corso di inglese) e lavoro tra i più variegati : commessa in un charity shop, in farmacia,c’era chi assemblava pc e chi faceva l’imbianchino, c’era chi montava video e chi portava innovavazione trasformando le locandine della ditta in cui lavorava col Photoshop. Gli alunni hanno usufruito di una sistemazione in famiglia completando così un quadro di vita quotidiana in un paese straniero che, sicuramente, ha rappresentato un periodo di crescita per loro da tutti i punti di vista: umano, professionale, linguistico e sociale. A fine percorso gli studenti hanno conseguito una certificazione per il corso di Inglese con valutazione minima B1 e una lettera di referenza dei datori di lavoro spendibile nel loro futuro lavorativo. Non posso trattenere una considerazione sulle differenze tra Italia e Inghilterra: qui siamo in un altro mondo, e non sono frasi fatte, i trasporti pubblici, la gestione dei servizi (spazzatura, acqua, scuola, verde pubblico) funziona e non c’è bisogno di fare scioperi ne di pagare tasse esorbitanti perchè i soldi ci sono. Si pagano solamente due tasse una allo stato e una alla circoscrizione, con 50 sterline apri in 2 secondi una società e paghi il 20% di tasse. E si possono permettere anche una monarchia di cui sono anche felici. Pensate che gli inglesi siano geneticamente più intelligenti? Io credo di no. Io credo che 60 anni di malaffare, di connubbio tra mafia e politica abbiano rovinato l’Italia. Quando in Italia si pensava all’arricchimento personale, a creare sempre nuovi bacini di voti per continuare ad occupare le sedie (creando a volte inesistenti posti di lavoro e inutili dirigenze per i politici trombati e non), togliendo risorse alla cultura, alla ricerca, ai giovani e alla loro crescita, in Inghilterra si pensava al progresso della società, ai bisogni del singolo dalla culla alla bara; senza scandali politici, senza leader che entrano ed escono da aule di tribunali, senza presidenti di regione che scappano col denaro della cassa o premier che baciano i mafiosi. E cosi trovate una soluzione intelligente e funzionale per ogni cosa, dai trasporti che arrivano in orario, alla segnaletica orizzontale e verticale, agli avvisi di ogni genere per prevenire qualsiasi evento negativo, alla pulizia delle strade, alla smart city in cui con un telefonino puoi fare qualunque cosa, dal prenotare un biglietto del treno e trovarlo già pronto semplicemente inserendo la carta con cui l’hai pagato, alla combinazione tra questo e, per esempio, la possibilità di usufruire di tutti i mezzi pubblici della città in cui sei diretto con una differenza di pochi euro.Ma gli esempi potrebbero essere tanti. Che fare quindi? Scappare dall’Italia o cercare di cambiarla dal profondo? Lascio ad ognuno di voi le conclusioni consigliando, soprattuto ai giovani,un impegno personale costante per tutta la vita che permetta di fare le scelte migliori per il loro futuro,perchè solo il sacrificio abbatte i limiti linguistici, sociali, territoriali e, soprattutto, culturali.
Fabio Riggi.

