Non ne possono più gli operai Rmi del Comune che il giorno dopo avere pulito ritrovano tutto sudicio. Altrettanto hanno superato il loro limite di sopportazione gli abitanti del quartiere per quell’immagine sconfortante. E gli animalisti, le persone di buonsenso allo stesso modo non ce la fanno più a restare inermi nell’osservare l’opera di incivili. Barbari che si accaniscono non solo contro l’antico abbeveratoio dell’Annivina, ma anche contro gli animali che in molti casi sono stati annegati all’interno della vasca. Ieri mattina l’ultima scoperta: tre gattini privi di vita morti da qualche ora. Ennesimo atto di cattiveria nei confronti di esseri indifesi. Senza poi contare i rifiuti di ogni genere abbandonati ai piedi della fontana o addirittura all’interno del vascone. Tra i principali responsabili di questo continuo scempio vi sono coloro che hanno oramai confuso l’antica “pila” con un autolavaggio fai da tè, lasciando a terra delle tracce inconfutabili: spugne, contenitori vuoti di shampoo e doccia schiuma, persino cicche di sigarette appena svuotate dai portasigarette. Ma ciò che supera i confini del sudiciume finendo dentro quelli più spietati della crudeltà, riguarda la sistematica uccisione di animali appena nati: gattini o cagnolini sembra non fare differenza. Cosa fare allora? Le soluzioni ci sarebbero. Perché il Comune non installa una telecamera? Perché i vigili urbani non intensificano i controlli elevando multe salate ai trasgressori? Perché il sindaco non firma un’ordinanza che impedisca di tramutare l’abbeveratoio in un autolavaggio?
di Redazione 3
Mar, 10/03/2026 - 12:59

