Salute

Un cittadino:”A Caltanissetta vogliamo più sicurezza”

Redazione

Un cittadino:”A Caltanissetta vogliamo più sicurezza”

Ven, 10/05/2013 - 06:21

Condividi su:

CALTANISSETTA – Caro Direttore, vorrei approfittare dello spazio che il suo giornale offre per condividere con lei e con i suoi lettori delle considerazioni che, se indirizzate a chi di competenza, finirebbero di certo nel primo cestino a portata di mano. Oggi leggendo la notizia dell’aggressione avvenuta ieri sera verso le ore 18,00 nella centralissimo via Fra Giarratana ad opera di due malviventi a danno di una anziana signora, ha ridestato in me le preoccupazioni circa la sicurezza nissena, latitante ormai come la buona politica, da molto tempo. Ora io mi chiedo: è normale che non si possa più neanche camminare lungo la strada più centrale del paese senza correre il rischio di essere rapinati e nel peggiore dei casi aggrediti anche in un’ora non tarda? Non vi fa rabbia vedere la politica tutta disinteressata e lontana anni luce dal proporre qualche soluzione efficace a tutto ciò? Oggi fa rabbia vedere l’impotenza delle forze dell’ordine, incapaci e impossibilitate nel garantire il diritto alla sicurezza. Questa non vuole essere un’accusa contro nessuno, ma bensì un grido d’allarme preoccupante che dovrebbe stordire quelli a cui è diretto: in primis il Sindaco e poi alle Forze dell’Ordine locali, senza che questi si risentano. Da tempo ormai si ha la percezione che la Città non è sufficientemente coperta dal punto di vista della sicurezza, e questa percezione poi diventa certezza nel momento in cui si verificano episodi come quelli di ieri. La sicurezza del territorio sembra sia affidata solo alla videosorveglianza, laddove è operante, o ad un semplicissimo pattugliamento nel cuore cittadino, che si limita magari solo al fermo di vetture e al controllo degli automobilisti, lasciando sguarnito il resto del territorio per il resto della giornata e specie nelle ore serali e notturne, fino poi al verificarsi di questi episodi di violenza e registrarne la gravità e la conseguente rabbia. Non è forse nostro diritto, “pretendere” di vivere in una Città più sicura e magari senza preoccuparci che succeda qualcosa ai nostri figli e a noi stessi? E’ possibile chiederlo senza urtare la suscettibilità di qualcuno? Caro Direttore, le ho scritto questa lettera nella speranza che fosse condivisa con un nome e un cognome da tutti quelli che seguono il suo blog, per far comprendere di come sia difficile esporsi, perché l’anonimato è la prova più tangibile di come “un nisseno” non si senta sicuro fino al punto di affidarsi all’anonimato.

Giuseppe Curcio

banner italpress istituzionale banner italpress tv