CALTANISSETTA – Il Liquidatore dell’Ato Ambiente, Elisa Ingala, ha chiesto lo stato d’emergenza. Ha scritto al Presidente del Consiglio dei ministri, Enrico Letta, al quale è demandata la compentenza della dichiazione di stato d’emergenza. La lettera è stata strasmessa anche alla Regione, al Dipartimento delle Acque e Servizi, all’assessore regionale Marino, al Commissario regionale per l’Emergenza rifiuti e alla Prefettura, per cercare soluzioni alla crisi finanziaria che ha, di fatto, paralizzato l’Ato Ambiente Cl1. La società d’ambito, oltre a non potere pagare i dipendenti, che attendono lo stipendio da due mesi, è strozzata dai debiti e dai decreti ingiuntivi che congelano la possibilità di pagare, fornitori e lavoratori.
L’introduzione della Tares, la nuova tassa sui rifiuti onnicomprensiva della quota destinata all’illuminazione, al verde pubblico comunale, ha reso ancora più drammatica la situazione. A fronte dei futuri incassi da parte dei comuni, la società non disporrà nè di proventi, ma nemmeno della copertura integrale del costo del servizio, previsto a totale carico degli enti locali per tutto il 2013. In soldoni, la società che prima sopravviveva grazie ai proventi della Tarsu, adesso con la Tares, che andrà nelle casse dei municipi, non potrà pagare più nè fornitori, nè operai.
Dinanzi a questa situazione alcuni comuni, come quello di Caltanissetta, hanno – a detta di loro – risolto il problema pagando direttamente le ditte che in appalto raccolgono la spazzatura e i costi di discarica, ma i fornitori e le spese generali su cui ricadono anche le discariche chiuse e la gestione del percolato, certamente, non potranno essere garantiti, senza l’intervento economico, urgente, degli enti locali.
“Non si è affatto risolto il problema pagando direttamente le imprese – ha detto Elisa Ingala, liquidatore. Intanto perchè molti fornitori potrebbero effettuare altri atti di pignoramento e poi, perchè i lavoratori e gli ammistrativi hanno già avviato iniziative di protesta. Inoltre ci sono ben tredici comuni che rischiano seriamente l’emergenza rifiuti. Senza considerare, infine, che si rischia il fermo della macchina amministrativa”.

