CALTANISSETTA – E’ stato pubblicato sul sito di Panorama il componimento scritto dalla studentessa Valentina Scarlata che si è aggiudicata il 1° premio al giornalismo “Memorial Nuccia Grosso”.
La manifestazione si è svolta venerdì 10 maggio al Teatro Margherita, gremito in ogni ordine di posti. Una iniziativa a conclusione della quale sono stati premiati i migliori elaborati proposti da alcuni studenti nisseni che hanno preso parte al concorso di giornalismo “Città di Caltanissetta” e che hanno sviluppato il tema “Se io fossi sindaco… “.
Alle spalle della vincitrice, si sono classificate Claudia Fiorella con un articolo, dal sottotitolo “Apertura al cambiamento. Calta-tristezza diventerà Calta-bellezza”ed al terzo posto l’articolo scritto congiuntamente da Roberta Falzone e Laura Lo Presti, dal sottotitolo “sogno e azione, armi potenti”. Chi è salito sul podio si aggiudica oltre a dei premi in denaro differenziati in base alla graduatoria e degli stage nelle redazioni di Radio CL1, Giornale di Sicilia e La Sicilia.
A patrocinare la serata il Presidente della Camera di Commercio e di Confindustria Sicilia, Antonello Montante, l’assessore regionale alle attività produttive, Linda Vancheri, il sindaco di Caltanissetta, Michele Campisi, il deputato regionale del M5S, Giancarlo Cancelleri, il deputato del Udc, Gianluca Miccichè e gli assessori Laura Zurli (componente anche della giuria), Andrea Milazzo, Salvatore Calafato.
La giuria era composta da Giorgio Mulè, direttore di Panorama, Giuseppe Martorana caporedattore del Giornale di Sicilia, Giuseppe Scibetta giornalista de La Sicilia, Alberto Sardo redattore di CL1 notizie di Radio CL1, Donatello Polizzi giornalista de Il Fatto Nisseno
I momenti canori della serata sono stati affidati ed eseguiti da tre ragazzi dell’Accademia “Amici del canto” (Daniele Panzica, Marika D’Antoni e Martina Giordano) e da Alessandra Alessi.
I premi. Alla iniziativa culturale dell’anno per il Vescovo Mario Russotto e il festival nazionale della comunicazione. Al miglior libro a Giuseppe Martorana per il suo “Se mi cadesse un aereo sulla testa”. Il libro dell’anno a Walter Gruttadauria con il suo “Cronache e graffiti”. E poi il premio alla carriera a Giorgio Mulè, nisseno d’origine e milanese di adozione, nella città meneghina dirige il settimanale “Panorama” e un premio alla cultura alla dottoressa Rosalba Panvini, direttore uscente del Museo Archeologico, già soprintendente ai beni culturali di Caltanissetta.
Questo è il testo del componimento che ha vinto di Valentina Scarlata
S’i fosse foco arderei ‘l mondo
S’i fosse vento lo tempesterei
S’i fosse acqua i’l’annegherei
Ma se fossi io il sindaco della mia città, cosa ne farei ? Elaborare un piano è sicuramente un’impresa titanica soprattutto in un momento politico-economico come quello odierno in cui non a caso la parola più utilizzata da tutti è crisi. Caltanissetta “ il castello delle donne”, il luogo che tanto affascinò gli Arabi che qui si insediarono, da un po’ di tempo a questa parte è invece sinonimo di arretratezza, dato attestato da recenti statistiche in cui la cittadina si trova piazzata in ultima posizione, a rischio serie B, per dirla in gergo calcistico: bassa qualità della vita, alto tasso di disoccupazione soprattutto giovanile, scarso sviluppo di tutti i settori economici, livello di crescita demografica pari a zero.
Per queste ragioni urge un intervento in ogni ambito, per ridare fiato a una città in agonia, senza più alcuna identità da quando hanno chiuso le miniere, senza vita culturale degna di questo nome, distante anni luce dai tempi in cui per le strade del centro storico passeggiava Leonardo Sciascia, conversando con altri intellettuali. E allora che fare? Non potendo usare il metodo di Cecco che chiudeva la quartina citata all’inizio con una soluzione apocalittica “ s’i’ fosse Dio, mandereil’ en profondo”, ho deciso di percorrere strade alternative. Sono partita da un dato lapalissiano, sfondando la classica porta aperta: Caltanissetta è al centro della Sicilia e questa sua collocazione geografica potrebbe tramutarsi in una importantissima occasione di sviluppo se solo si riuscirà a sfruttarla al meglio: sono tantissimi i turisti che in ogni mese dell’anno affollano la nostra bella isola attratti da monumenti e paesaggi straordinari.
Quanti tra questi soggiornano a Caltanissetta? Un numero del tutto insignificante, economicamente irrilevante; forse se offrissimo loro strutture ricettive adeguate, questi turisti si fermerebbero in gran numero, magari solo per una notte, magari solo per interrompere un tour che dal barocco di Noto li porta all’arabo-normanno di Palermo. Non sarebbe certo la panacea di tutti i mali, ma secondo me già qualcosa. Per superare la comprensibile sfiducia degli operatori del settore che non investono perché non credono possibile un ritorno economico, farei quello che un sindaco può e deve fare: offrirei agevolazioni economiche a tutte quelle attività che operano per migliorare la qualità dell’offerta. Ciò determinerebbe un abbassamento dei prezzi e di conseguenza anche un aumento della popolarità del territorio. Si potrebbe addirittura puntare anche a risultati più ambiziosi, fare Caltanissetta non solo una città di transito: basterebbe migliorare l’aspetto della nostra città con interventi semplici e mirati, basterebbe fare quello che già altri hanno fatto, prendere esempio da piccoli comuni siciliani come Pietraperzia o Salemi le cui amministrazioni hanno attuato una strategia di recupero, vendendo gli edifici decadenti a prezzi accessibili, direi quasi irrisori con l’obbligo per l’acquirente di restauro in un breve arco di tempo.
È chiaro che tutto ciò implica un impegno economico non indifferente. Allora è importante evitare tutti gli sprechi, soprattutto quelli legati all’ impiego di consulenti esterni per svolgere mansioni che gli impiegati degli uffici comunali sono sicuramente in grado di fare. Visto che stiamo parlando di soldi (pochi) sarebbe cosa buona e giusta riuscire a utilizzare al meglio i fondi europei stanziati per il miglioramento e lo sviluppo del territorio, fondi che spesso tornano al mittente per assurde e inaccettabili inadempienze dell’amministrazione.C’è da sbracciarsi le maniche anche per valorizzare al massimo le potenzialità del C.E.F.P.A.S , che non sia una delle tante cattedrali nel deserto, ma una struttura , ad oggi unica nel meridione , capace di formare le professionalità in ambito sanitario, tanto preziose e ricercate.Per ultimo ma non certo per importanza, c’è da affrontare il problema università: far ripartire una macchina inceppatasi troppo velocemente, per ritornare a credere che Caltanissetta possa diventare il terzo polo, il terzo ateneo della Sicilia. A tal proposito non c’è bisogno di ricordare quanto importante sia sul piano economico e culturale avere facoltà che funzionino, che possano formare studenti nisseni, invogliati pertanto a non lasciare la nostra città per proseguire gli studi, e studenti di altre città che potrebbero diventare fonte di ricchezza per il territorio.Se fossi sindaco della mia città farei tutto questo… la ricetta di Cecco non mi convince, non distruggerei nulla , anzi vi dirò di più la mia parola d’ordine sarebbe costruire. Ho solo un dubbio non sarà che i politici italiani abbiano invece preso alla lettera l’ Angiolieri soprattutto dove dice:“ terrei le donne giovani e leggiadre e vecchie e laide lasserei altrui”?

