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Commercianti sul piede di guerra: “il sindaco sordo alle nostre richieste”

Redazione

Commercianti sul piede di guerra: “il sindaco sordo alle nostre richieste”

Mar, 14/05/2013 - 00:30

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SAN CATALDO – Delusi dall’amministrazione comunale, per l’organizzazione della Fiera di Maggio, i commercianti di corso Sicilia hanno scritto una lettera durissima indirizzata al sindaco Franco Raimondi che di seguito riportiamo:

“In data 9 maggio 2013 è stata inaugurata la Fiera dell’Artigianato giunta ormai alla sesta edizione. L’evento organizzato da un organismo associativo di natura privata, ha richiamato, fino al 12 maggio, tantissimi visitatori e certamente non è mancato l’interesse di cittadini e operatori.  La Fiera anche se non organizzata direttamente dall’Ente Comune, rappresenta comunque un monumento di particolare vivacità economica che in un momento di grave crisi economica come quello che stiamo attraversando non è di poco conto. Tuttavia, in controtendenza rispetto agli anni precedenti, l’attuale amministrazione ha deciso di assegnare agli organizzatori una porzione del corso Sicilia e tutto lo spazio antistante il Monumento ai Caduti e piazza Falcone Borsellino, trasferendo di fatto non solo le attività espositive ma anche tutte le attività accessorie di spettacoli e incontri culturali che prima venivano effettuati nella piazza antistante il Palazzo di Città. E’ del tutto evidente che tale scelta non solo ha penalizzato le attività commerciali e artigianali presenti nell’ormai ex salotto della città, ma ha di fatto, se ancora ce ne fosse bisogno, chiarito speriamo non in modo definitivo, quale idea ha questa amministrazione circa l’utilizzo degli spazi antistanti piazza Giovanni XXIII. A circa un mese da una richiesta avanzata all’ente locale e attenzionata dalla IV commisione consiliare, con la quale si chiedeva di modellare e orientare nuove forme di socializzazione e aggregazione dei cittadini, al fine di evitare l’ormai diffusa abitudine di socializzare nei Centri Commerciali con la conseguente desertificazione del centro urbano. Tale scelta appare ancora più offensiva e mortificante alla luce degli orientamenti espressi dalla gran parte dei consiglieri comunali che nel corso della seduta del consiglio comunale del 24 aprile hanno marcato un netto dissenso senza particolari distinzioni di natura politica, salvo una parziale marcia indietro degli stessi e in particolare dei consiglieri di maggioranza che forse per supremi ordini di scuderia o per vincoli di maggioranza hanno disatteso le loro aspettative. Poco importa comunque del risultato politico conseguito su questo tema saranno i cittadini ad esprimersi attraverso il diritto/dovere del voto, in questa nota interessa invece denunciare l’amarezza e il disagio di chi ogni giorno tra mille difficoltà cerca di assicurare un sostegno alla propria famiglia e ai collaboratori laddove presenti. Il Sindaco, ha dichiarato che le scelte della Amministrazione assicureranno degna attenzione sia a chi investito “dieci” sia a chi ha investito “cinque”. Nelle more, auspichiamo degna attenzione ai bisogni dei cittadini e dei luoghi nei quali amerebbero passeggiare, socializzare, e per dirla tutta, vivere. Per quanto sopra, senza ombra di dubbio, oggi possiamo affermare quanto le pompose dichiarazioni del sindaco siano ben lontane dalle sue valutazioni circa gli investimenti, tuttavia quanto è accaduto non dovrà ripetersi perchè lo spettacolo triste di una fiera monca con una concentrazione di stand vicinissimi gli uni agli altri sopra e sotto i marciapiedi hanno favorito spintoni e soste brevissime. La folla di sabato sera e domenica, concentrata in uno spazio assai limitato quasi “un corpo a corpo “ per guadagnarsi la possibilità di guardare , domandare , soddisfare curiosità ; non è stato facile !!! – un formicaio di persone tese ad evitare contatti fisici con sconosciuti , chi ha superato si e concesso una passeggiata serena in direzione di Piazza G. XXIII. Il corso è rimasto ugualmente chiuso nella sua interezza quindi se solo qualcuno lo avesse voluto bastava allargare gli spazi fra gli stand spalmandoli fino ad arrivare alla piazza Papa Giovanni XXIII escludendola: avremmo così evitato tutte quelle negatività che si sono verificate; senza contare che la folla avrebbe avuto tra l’altro maggiore possibilità di scelta come avventori di bar – nei quali per un bicchiere d’acqua hanno fatto la fila. Se questo non è sufficiente per farvi riflettere sulle scelte; il ripetersi di quando accaduto spalanca le porte  a pensieri che vanno nelle più varie direzioni…….. Ci , vi chiediamo , così facendo in che cosa abbiamo risparmiato ? Abbiamo soddisfatto il desiderio di tutti ? O forse l’ostinazione di concentrare il tutto su una porzione del Corso vi ha soddisfatto , vi ha inorgogliti o peggio vi fa sentire vincitori ?- Se , si , chi sono i perdenti ? Speriamo e vi auguriamo che non  siano i cittadini e i visitatori. Ai Consiglieri Comunali che in qualche modo, si erano espressi per la originaria collocazione degli stand espositivi, nel centro commerciale naturale, abbiamo altro da chiedere una futura maggiore coerenza “fra quello che si pensa, quello che si dice, quello che si fa” e quando si ottiene nell’interesse sovrano della popolazione” .

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