CALTANISSETTA – La finanziaria approvata all’ Ars e proposta dal governo regionale penalizza la provincia di Caltanissetta con una visione miope di tagli e balzelli e nessun incentivo agli investimenti presenti e futuri. A fronte di pesanti tagli, infatti, non si scorgono provvedimenti per la crescita e soprattutto per il lavoro. In un contesto di crisi, la provincia di Caltanissetta (e le altre del centro Sicilia, Enna e Agrigento) fa registrare condizioni economiche e di mercato del lavoro tra le più disastrate, con un tasso di disoccupazione del 22%, migliaia di lavoratori in cassa integrazione e centinaia di aziende che fanno ricorso ai contratti di solidarietà. I provvedimenti per lo sviluppo, che erano sul tavolo, sono stati ignorati o rimandati, mentre con l’aumento indiscriminato delle royalties dal 10 al 20% si rischia che le imprese spostino gli investimenti altrove, penalizzando centinaia di lavoratori della provincia. In questo modo scomparirebbero anche le piccole e medie imprese mono committenti che garantiscono occupazione.
Dopo 6 mesi di governo, la Cisl rimane attonita di fronte all’ assenza di una tempistica certa sull’attivazione della zona franca della legalità nella provincia di Caltanissetta e nelle province di Agrigento ed Enna. Un silenzio a cui fa da contraltare la tabella H con cui si continuato a distribuire soldi a pioggia per 25 milioni di euro ad associazioni, fondazioni ed enti, senza nessun criterio nella distribuzione. Ingenti risorse che rispondono a clientele e a metodi della politica del passato, che non creano né sviluppo né lavoro e nessuna iniziativa per il rilancio della nostra provincia. Milioni di euro che si sarebbero moltiplicati, se investiti per l’economia e il lavoro, in tempo di crisi vengono elargiti secondo gli appetiti della politica di turno.
La provincia di Caltanissetta ha rappresentato in questi ultimi anni un modello di patto sociale tra sindacati e mondo delle imprese, in funzione anti-crisi e per la legalità. La manifestazione dei sindacati “contro la mafia, per il lavoro” del 2011, la mobilitazione regionale della Cisl al teatro Margherita di Caltanissetta insieme a Confindustria per la legalità e il lavoro, e il corteo regionale di Cisl, Cgil e Uil con tutte le associazioni imprenditoriali a Palermo nel 2012. Sono le dimostrazioni evidenti della volontà di cooperazione da parte delle organizzazioni sindacali con le istituzioni e le associazioni imprenditoriali.
Per tale motivo la Ust Cisl di Caltanissetta, Agrigento e Enna giudica miope la visione che ha guidato la finanziaria regionale dove non c’è traccia di strategie per imprese e lavoratori. La tutela del lavoro, indissolubilmente legata alla crescita economica, in provincia di Caltanissetta è garantita dagli investitori attualmente presenti che devono essere incentivati e non danneggiati. La Ust Cisl chiede che al centro dell’agenda anti-crisi vi sia un patto sociale tra forze sindacali, istituzionali ed economiche che deve mettere al primo punto l’emergenza sociale, economica e lavorativa delle famiglie e delle imprese nissene e siciliane. Ci auspichiamo che “il modello Caltanissetta” venga valorizzato e non ignorato.
Il Segretario Generale UST Cisl AG – CL – EN
Emanuele Gallo

