CALTANISSETTA – L’Unione Comunale del Partito Democratico di Caltanissetta manifesta sconcerto e preoccupazione per l’inaccettabile disprezzo delle più elementari norme di confronto all’interno del Partito, che ha portato alla bocciatura delle due personalità proposte dalla Segreteria Nazionale per la candidatura alla Presidenzadella Repubblica, Franco Marini e Romano Prodi. In particolare la bocciatura di Romano Prodi, ad opera di centouno “franchi tiratori”, che pure avevano plaudito e votato nell’assemblea dei grandi elettori PD alla candidatura a Presidente della Repubblica del fondatore dell’Ulivo, appare come l’ultimo drammatico atto di una lunga sequenza di comportamenti irresponsabili ed autolesionisti che hanno caratterizzato in questi anni, ad ogni livello, la vita del Partito. Faide laceranti, mosse spesso soltanto da contrapposti interessi personali e di gruppo, che hanno sfiancato il partito, indebolendone la capacità di rinnovarsi, il radicamento, la credibilità e la rappresentatività tra i cittadini. Né si può sottacere che la candidatura, pur prestigiosa, del Sen. Franco Marini proposta dal Segretario Bersani, costituiva, per ammissione dello stesso Marini, uno stravolgimento della linea politica del PD, una evidente apertura ad un Governo delle grandi intese con il Centro – Destra di Berlusconi, sino a quel momento reiteratamente negata da Bersani e bocciata dalle decisione assunte nella Direzione Nazionale del Partito. Quanti come noi, con impegno volontario appassionato e del tutto gratuito, sostengono quotidianamente i valori e le idee del Partito, non sono più disponibili a tollerare che un gruppo di oligarchi, completamente estranei alla voglia di radicale cambiamento espressa da milioni di iscritti, simpatizzanti ed elettori democratici, produca la dispersione di uno straordinario patrimonio di passione politica, competenza, vitalità ed onestà, che sicuramente serve ancora per il Bene dell’Italia. Non siamo disponibili a sopportare la frantumazione dell’idea di costruire in Italia un grande Partito che faccia del Lavoro, della Giustizia Sociale, dello Sviluppo Eco-compatibile, della Parità di genere e della Solidarietà, le assi portanti della sua azione politica. C’è quindi bisogno di unità, ma anche di chiarezza e di scelte precise, non contraddittorie ed ambigue. Le bacchettate attribuite con fermezza dal Presidente riconfermato Giorgio Napolitano, a tutti i rappresentanti della politica e delle istituzioni riuniti nell’Aula di Montecitorio, per le innumerevoli scelte non fatte, per le troppe decisioni non prese nell’interesse dell’Italia, suonano particolarmente dolorose per un Partito che è nato promettendo di voler cambiare una società ingiusta ed ineguale, garantendo di possedere le capacità per governare questo necessario cambiamento. Con le dimissioni del Segretario Bersani, a cui tra tanti errori, va comunque riconosciuto l’impegno profuso per tentare di cambiare l’Italia, si apre una fase nuova. Una fase difficile, che si concretizzerà con l’avvio del confronto congressuale, in cui è finalmente venuto il momento di abbandonare ambiguità e tatticismi: di tattica si può morire, se manca il coraggio di rompere con il passato e non si delinea una nuova visione strategica della società italiana e la volontà di affidarsi a protagonisti inediti, capaci di dar vita ad una diversa stagione della sinistra italiana. Per questo nel Congresso che si apre staremo molto attenti al ruolo che si intende attribuire ai circoli, alle risorse, anche economiche, che si vogliono investire per fare politica nei territori e per la formazione politica dei giovani e delle nuove classi dirigenti. Un Partito, che va radicalmente rifondato, va infatti ricostruito davvero dal basso, dando gambe solide all’obiettivo di ascoltare e comprendere le spinte positive che vengono dalla società italiana, per comprenderle, interpretarle con intelligenza ed umiltà ed essere capace di trasformarle in programma ed azione di Governo.
Il Congresso che è alle porte deve consegnare agli elettori del centrosinistra un partito generoso, unito che sappia valorizzare e promuovere una nuova classe dirigente rinnovata nei volti e nei metodi, ambiziosa di dare risposte al territorio ed alla vita quotidiana dei cittadini.
Bisognerà non solo dire con forza ma battersi perchè il partito democratico smetta di districarsi tra le correnti e la politica frammentaria e fallimentare che da esse scaturisce: bisognerà siglare un patto generazionale che faccia dei giovani la fonte di unità ed il nuovo punto di partenza.
Il nostro partito, dopo le brutte ore appena trascorse, deve tornare ad essere protagonista: scrivere l’agenda politica che, prim’ancora che dai leader di partito, è dettata dagli italiani: riforma della legge elettorale, politiche per il lavoro e per l’economia. Il Governo che Letta sta per formare deve avere queste priorità assolute senza le quali la reponsabilità e generosità manifestata dal Presidente Napolitano ma soprattutto il governo da questi pensato per il bene dell’Italia perderebbe la sua stessa ragion d’essere.
Solo così si riuscirà a restituire dignità alla Politica, a dare speranza ad un Paese sfiduciato ed un futuro ad un’intera generazione.
Caltanissetta 24 aprile 2013
UNIONE COMUNALE DI CALTANISSETTA

