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Riprendiamoci la città: quote Imu, il Comune vessa i cittadini

Redazione

Riprendiamoci la città: quote Imu, il Comune vessa i cittadini

Sab, 27/04/2013 - 08:42

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Giampiero Modaffari

SAN CATALDO – Ancora una volta il Gruppo Consiliare di “RIPRENDIAMOCI LA CITTA’”, si fa promotore di importanti modifiche della proposta dell’Amministrazione Comunale di San Cataldo inerente la fissazione delle aliquote ai fini IMU per l’anno solare 2013. L’A.C., insensibile all’attuale grave crisi economica, ancora una volta tende a fare cassa con le esigue risorse dei sancataldesi, ed è così che si appresta  a portare in consiglio comunale per farla approvare dalla maggioranza consiliare che la sostiene una proposta di fissazione delle aliquote IMU che se approvata costituirà l’ennesimo salasso per i cittadini di San Cataldo.

Sembra che l’Amministrazione Comunale non si renda conto della grave situazione di disagio in cui versa sia una grande fetta della popolazione ma anche di chi fino a poco tempo fa era annoverabile tra la classe sociale media. Non è bastato comprendere che a fronte di circa 2.000.000 € di IMU inserita in bilancio di previsione 2013 solo 1.400.000 € circa sono stati incassati, mancato incasso addebitabile ad impossibilità di pagare da parte dei concittadini.

Ed allora cosa propone questa amministrazione comunale per l’anno 2013?; niente altro che la pressoché totale riconferma delle salatissime aliquote valide per il 2012 con la sola eccezione dell’applicazione dell’aliquota base 7,60%o anziché dell’aliquota portata al massimo ammissibile nel trascorso anno pari al 10,60 %0,  per le sole attività commerciali ed artigianali [Immobili in categoria C1 e C3].

In questo modo come si intende tutelare le fasce sociali più deboli?; nulla è previsto per le stesse ed anche per le categorie produttive si fanno evidenti disparità di trattamento. Se l’Amministrazione Comunale prevede di venire incontro ai commercianti ed artigiani con l’applicazione dell’aliquota base non maggiorata del 7,60%o, perché non prevede la stessa logica per gli imprenditori che possiedono immobili classati quali D/1 e D/7 [Fabbriche ed opifici]?.

Perché non viene prevista alcuna agevolazione per chi abitando nel centro storico ed avendo la propria abitazione costituita da più unità immobiliari – Categorie catastali A/4-A/5-A/6 –  anche se di fatto unica residenza è costretta a pagare le unità immobiliare diverse dalla prima quale seconde case e quindi con l’aliquota del 10,60%o?

Perché l’Amministrazione comunale non si è premurata, come previsto per legge, alla determinazione del valore delle aree edificabili riferito al 1° Gennaio dell’anno in corso e ha fatto rimanere il valore riferito all’anno 2005 [Boom edilizio ed economico]  con la conseguenza di applicare l’IMU su valori irreali  con conseguente aggravio per le esigue risorse economiche dei cittadini?. Perché non si tentato di applicare aliquote agevolate per tenere conto della presenza di familiari con handicap o per famiglie che hanno minori in affido?.

Queste anomalie unitamente a tante altre, ci hanno spinto  a provare di fare modificare l’attuale proposta di fissazione delle aliquote IMU, presentando 5 emendamenti che nello specifico tendono a applicare le seguenti aliquote:

–          AREE EDIFICABILI:  dal 7,60%o al 4,60%o;

–          CATEGORIA CATASTALE A/4 [Abitazioni di tipo popolare] – A/5[Abitazioni di tipo ultrapopolare] –A/6 [Abitazione di tipo rurale – Ancora presenti in cento storico] : Prima abitazione allo 4,00 %o – Seconda abitazione 6,60%o –  Attualmente le unità immobiliari che pur costituendo unica abitazione del contribuente non sono annoverate quali prima abitazione, sono assoggettate all’aliquota del 10,60 %o, cioe’ sono considerate alla stregua di seconde case;

–          OPIFICI: D/1 [Opifici/Fabbriche] e D/7 [Fabbricati costruiti o adattati per le speciali esigenze di un’attività industriale e non suscettibili di destinazione diversa senza radicali trasformazioni] aliquota base del 7,60%o, anziché 10,60%O;

–          FAMIGLIE CON MINORI IN AFFIDO: per le unità immobiliari adibite ad abitazione principale e pertinenze possedute da soggetti con minori concessi in affido familiare sulla base di provvedimento del Tribunale per i minori, limitatamente al periodo di affidamento, l’aliquota dello 3,00 %o anziché 4,00%O;

–          ABITAZIONE POSSEDUTE DA SOGGETTI PORTATORI DI HANDICAP O CON FAMILIARI PORTATORI DI HANDICAP: 3,00%o anziché  4,00%o.

Nessuno ci potrà accusare di demagogia stante che le minore risorse in entrata saranno ampiamente compensate dalle seguenti minore uscite o maggiori entrate:

–          Rispetto del patto di stabilità interno: Maggiore entrata pari a circa 400.000 €;

–          Nuova convenzione con l’ENEL SOLE: Risparmio di circa 250.000 €;

–          Causa vinta contro l’amministrazione del centro commerciale il CASALE: 280.000 € circa;

–          Recupero TARSU per somme evase: 650.000 € circa;

–          Risparmio per segretario comunale in comunione con il comune di Serradifalco: 80.000 € circa;

–          Risparmio per ridotto numero di dirigenti: Risparmio di circa 100.000 €;

 Noi abbiamo una visione più realistica della situazione delle popolazione e soprattutto sancataldese, aspettiamo di vedere come reagirà la maggioranza consiliare, che si ritiene di essere di sinistra e quindi che dovrebbe avere a cuore le sorti dei più deboli ed indifesi.

 I consiglieri comunali di RIPRENDIAMOCI LA CITTA’

Giampiero Modaffari

Giuseppe Bonelli

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