SAN CATALDO – Con l’elezione del Capo dello Stato, abbiamo potuto constatare con grande sconforto la grave inadeguatezza della dirigenza nazionale del Partito democratico.
Non ci saremmo mai aspettati che i parlamentari del PD, con gli occhi di tutta la nazione puntati addosso, abbiano potuto impallinare Prodi, dopo aver acclamato unanimemente il suo nome in assemblea. Bene ha fatto il segretario a dimettersi; avendo mostrato di non essere considerato leader dai suoi stessi parlamentari. Ma il problema non è solo Bersani: risulta evidente che mentre la nazione aspettava dal PD scelte di cambiamento, rinnovamento, i nostri parlamentari erano a guardarsi il proprio ombelico. Non hanno ascoltato le istanze dei propri elettori (cambiamento, nessun governissimo, dialogo con la base ed i parlamentari riformisti del M5S,…), ma hanno ritenuto di dover far valere il loro proprio interesse di capicorrente-dirigenti da conservare. Insomma, hanno avuto, ed hanno, paura del rinnovamento.
Ancora oggi, non ci hanno spiegato il no a Prodi, nascondendosi dietro un voto segreto; ancora oggi non ci hanno spiegato il no a Rodotà. Quando quest’ultimo è, per storia e attualità, lontano dai modi di intendere la politica del M5S ed è un esponente di livello dell’area riformista italiana.
Ebbene, il no a Rodotà lo spieghiamo noi ai nostri elettori e simpatizzanti: i nostri dirigenti nazionali hanno paura del rinnovamento; hanno paura di mettere in discussione la loro posizione di capi-corrente.
Cosa c’è da fare adesso? Con forza, il Partito Democratico Circolo di San Cataldo, chiede un radicale rinnovamento della classe dirigente, essendosi mostrata del tutto inadeguata quella oggi esistente. Lo stesso tentativo di Letta di fare il governo è un misero tentativo di conservare questa impresentabile classe dirigente, governando con Berlusconi che vincolerà ogni tentativo di riforma. Ma è evidente che ai nostri interessa rimanere lì, a lucrare qualche fetta di potere o strapuntino di visibilità; dopodiché le riforme le faranno altri. Chiediamo che si dia vita ad un governo non politico (governo del presidente) che in pochi mesi (mesi, non un anno) dia vita a quelle attività amministrative volte a impedire l’aumento dell’IVA, abbassare la pressione fiscale ridando fiato alle imprese e poco altro. Solo questo è politicamente praticabile, l’altra strada, quella che si sta imboccando, un governo PD – PDL, non porterà niente di buono al paese, perché una giusta legge elettorale non potrà essere fatta e della riforma della giustizia neanche a parlarne.
San Cataldo, 24/04/13
Il Segretario cittadino
Avv. Davide Cammarata

