CALTANISSETTA – La categoria criminologica del femminicidio indica ogni forma di violenza o discriminazione basata sul genere che annulla la donna nella dimensione fisica, psicologica, sociale, politica e culturale e che in ogni caso ne limita il godimento dei diritti umani. I dati statistici indicano chiaramente che gli uomini vengono uccisi soprattutto nell’ambito di episodi di criminalità; le donne invece vengono uccise soprattutto da mariti, conviventi e fidanzati.
Al di là della responsabilità del singolo aggressore, quando viene uccisa una donna che aveva chiesto aiuto si potrebbe configurare, a nostro avviso, una responsabilità istituzionale per l’incapacità di proteggere adeguatamente il diritto alla vita delle donne perseguitate. I recentissimi casi di femminicidio dimostrano chiaramente questa ipotesi. Le donne spesso non denunciano perché hanno paura di non trovare una giusta tutela da parte delle istituzioni. Oggi ci sono buone leggi ma a volte sono disattese da parte di alcuni operatori a causa anche di un’idea stereotipata che abbiamo della famiglia. A ciò si aggiunga il difetto di formazione professionale di taluni operatori sociali ed istituzionali. In alcuni ambiti territoriali costituisce ancora oggi “sacrilegio culturale” sostenere che la famiglia può essere un luogo pericoloso per le donne e per i bambini per colpa di alcuni uomini che ritengono le loro donne un attrezzo multiuso (casa, spesa, sesso, figli). Quando una donna vittima di violenza si sente dire dagli operatori sociali o del diritto di fare pace con il loro carnefice, di rifletterci bene prima di denunciarlo, penserà che il mondo delle leggi non riconosce la sua dignità di donna. Siamo convinti che per trattare i casi di violenza di genere con maggiore efficacia, gli operatori dovranno acquisire una migliore formazione professionale specifica; inoltre bisogna evitare che il processo penale diventi un’ulteriore vittimizzazione per la donna ed occorre destinare maggiori risorse economiche ai centri antiviolenza.
Davide Chiarenza
Segretario Generale Provinciale Silp Cgil

