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Riforma dei “rimborsi elettorali”: un’altra presa in giro

Redazione

Riforma dei “rimborsi elettorali”: un’altra presa in giro

Gio, 12/04/2012 - 14:13

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CALTANISSETTA – Da quello che al momento traspare, le intenzioni dei partiti di “riformare” la legge sui rimborsi elettorali – anche allo scopo di combattere la cosiddetta antipolitica – appaiono come una ulteriore solenne presa in giro. I bilanci dei partiti verrebbero certificati da una Commissione per la trasparenza allo scopo di accertare eventuali irregolarità. Se per irregolarità si intendono soldi eventualmente elargiti a titolo personale, irregolarità non ce ne saranno mai più. Come dire al ladro: ”guarda che davanti la banca c’è la polizia”. Quindi, il controllo dei bilanci sarà una cosa inutile. Una cosa da dare in pasto ai cittadini.

Tutti ormai sanno (ce l’hanno fatto ripassare) che nel ’93 un referendum abrogò il finanziamento pubblico ai partiti che, a velocità supersonica, fu trasformato in rimborso elettorale. Cioè rimborsare ai partiti quello che hanno speso per la campagna elettorale. Ma anche questa norma, com’è ormai prassi consolidata nel nostro bellissimo Paese, è stata disattesa. Non è un rimborso ma continua ad essere un finanziamento (sì, proprio quello abrogato) in quanto i nostri soldini vengono elargiti in proporzione ai voti conquistati. E visto che tale finanziamento è di gran lunga superiore alle spese realmente sostenute, quello che rimane (???) potrà essere investito (quando si dice essere severi) solo in BOT. Investito? Ma allora vogliono proprio provocare! I partiti investono i nostri soldi e gli utili rimangono a loro. Questo sarebbe un modo per combattere l’antipolitica? Davvero singolare! Un’altra cosa altrettanto singolare e altrettanto provocatoria è che l’ultima rata del “rimborso” relativa alle elezioni del 2008 – cento milioni – verrebbe percepita a settembre invece di essere percepita alla scadenza naturale di luglio 2012. Di rinunciare a questa rata, come ha proposto qualcuno, non se ne deve parlare: i soldi sono già impegnati!! Così ha risposto, in modo indisponente, il leader di un partito di centro. Di tagliare gli importi futuri non se ne parla proprio, ma allora in cosa consiste questa “riforma”? Nel differire la data d’incasso a settembre? Grazie, signori politici, siete molto generosi! Ma, lasciatevelo dire, siete anche molto incoscienti. Così si alimenta l’antipolitica. Non lamentatevi se poi il 30% degli elettori non andrà a votare.

Pasquale Trobia

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