CATANIA – Un’altra indagine per mafia e’ pendente presso la Procura di Catania sul presidente dellaRegione siciliana, Raffaele Lombardo, nei cui confronti il Gip ha disposto nei giorni l’imputazione coatta per i reati di concorso in associazione mafiosa e voto di scambio aggravato. Lo conferma in un comunicato il procuratore Giovanni Salvi, il quale puntualizza comunque che i termini sono scaduti e dunque il procedimento, che riguardava il solo governatore e non anche suo fratello Angelo, coinvolto invece nelle altre vicende giudiziarie, viaggia verso l’archiviazione. Questo il testo integrale del comunicato diffuso dalla Procura dopo indiscrezioni apparse su alcuni siti web regionali: “Con riferimento alle notizie di stampa che indicano la sussistenza di una nuova indagine a carico dell’on.le Raffaele Lombardo per il delitto di cui all’art. 416 bis c.p. (e in particolare al procedimento n. 8042/11) si precisa che detto procedimento e’ semplicemente lo stralcio di atti dall’originario procedimento (denominato Iblis); esso e’ relativo alle dichiarazioni rese dal collaboratore Avola Maurizio, come peraltro indicato anche nell’ordinanza con la quale il giudice per le indagini preliminari ha disposto l’imputazione coatta. Lo stralcio fu all’epoca disposto in quanto non si ritenne che dette dichiarazioni fossero idonee a sostenere l’accusa nel giudizio. I termini per le indagini sono da tempo scaduti e si provvedera’ di conseguenza all’immediata definizione del procedimento”.
La Procura di Catania:”C’era un’altra indagine su Lombardo, ma termini scaduti”
Mer, 11/04/2012 - 19:58
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