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Eni: sindacati, lo stop di un anno a Gela è pesante, tenteremo riduzione tempi

Redazione

Eni: sindacati, lo stop di un anno a Gela è pesante, tenteremo riduzione tempi

Mar, 17/04/2012 - 20:18

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CALTANISSETTA – La richiesta dell’Eni di fermare per una anno una parte delle attivita’ della raffineria di Gela trova giustificazione nella  drastica riduzione dei consumi dei carburanti e nella necessita’ di una inversione di rotta sulla politica industriale in tema di raffinazione ma i sindacati tenteranno di trattare per ridurre i tempi dello stop e il numero dei dipendenti da collocare in cassa integrazione. I rappresentanti di Cgil, Cisl e Uil del settore energia, spiegano a Radiocor di aver ricevuto assicurazioni sul mantenimento degli investimenti e ricordano di avere firmato un accordo con Eni per mantenere salvi tutti i siti produttivi fino al 2014 con l’impegno a salvaguardare produttivita’ e occupazione; tuttavia osservano che lo stop di un anno e’ un periodo difficile da gestire e si puo’ tentera una strada analoga a quella adottata per Marghera che, dopo sei mesi di stop, riprendera’ la produzione il prossimo due maggio. I tempi per la trattativa sono stretti, spiegano, dal momento che Eni ha chiesto la sospensione di alcune linee produttive dai primi giorni di maggio. I sindacati, poi, lanciano l’allarme sui rischi per l’indotto”Stamattina ci hanno informato della richiesta di sospensione parziale delle attivita’ produttive della raffineria di Gela – spiega Alberto Morselli, segretario generale Filtcem Cgil – e ora e’ in corso l’assemblea delle Rsu, poi partira’ il confronto. Dopo l’informazione cercheremo una soluzione. Ci hanno spiegato che continua una situazione di calo produttivo forte e c’e’ un aspetto congiunturale non trascurabile ma, comunque, io penso che per Gela sia veramente drammatico e anche se ci hanno assicurato che lo stop e’ transitorio. Io credo che la chiusura per un anno sia inaccettabile, un anno e’ un periodo difficilmente gestibile”. Per Morselli si puo’  tentare di ripercorrere un percorso e analogo a quello  adottato a Venezia per la raffineria di Marghera su cui  “dopo sei mesi di fermo, hanno rispettato i patti e ci hanno confermato che il 2 maggio riprendera’ la produzione”.
Insieme a Morselli, anche Sergio Gigli, di Femca Cisl sottolinea come sia positivo che siano stati confermati gli investimenti di 440 milioni per Gela e come ci siano dei patti firmati con Eni che garantiscono la produzione dei siti e il trattamento economico e occupazionale dei lavoratori fino al 2014 ma segnalano il problema dei lavoratori dell’indotto. Per Gigli “la situazione dell’industria petrolifera e’ evidente e i Paese deve riorganizzarsi per resistere all’ondata di ristrettezza dei consumi. In tal senso la politica del governo e’ assassina perche’ si continuano a fare pressione sui carburanti che deprimono i consumi. O c’e’ inversione di rotta su questa politica industriale della raffinazione o non se ne viene fuori”. Augusto Pascucci, segretario generale Uilcem Cisl, osserva come ora ci sara’ la gestione sindacale della vicenda ma vuole sottolineare che “Gela aveva una sua peculiarita’ nel lavorare i greggi pesanti; ma nel momento in cui i prezzi di quelli pesanti si sono allineati a quelli leggeri la profittabilita’ della raffineria e’ precipitata.
Senza tralasciare poi anche problemi di carattere infrastrutturale”.

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