CALTANISSETTA – Sentenza confermata per Sergio Testaquadra, il biologo di Caltanissetta che il 21 febbraio del 2004 annego’ in mare la figlia disabile, Marianne di appena 12 anni. La Suprema Corte ha rigettato il ricorso confermando la condanna a 10 anni di reclusione. Per il biologo nisseno si e’ trattato del quinto processo. Una vicenda giudiziaria travagliata. La prima sezione della Suprema Corte, il 26 novembre 2009, aveva annullato con rinvio la sentenza emessa dalla Corte d’assise d’Appello di Palermo che il 14 marzo 2009 gli aveva inflitto 12 anni, senza pero’ riconoscere al padre omicida il vizio parziale di mente. Cosi’, per i giudici della Cassazione l’entita’ della pena andava riformata. E dopo un nuovo dibattimento conclusosi il 16 aprile dell’anno scorso, i giudici di secondo grado di Palermo condannarono Testaquadra a 10 anni, riconoscendogli contestualmente la seminfermita’ mentale, La bimba venne uccisa nelle acque di Realmonte. Sergio Testaquadra carico’ la piccola in auto dirigendosi verso il lido Rossello. Arrivato in spiaggia, il biologo lego’ con una corda alla sua schiena il corpo della ragazzina, entrando con lei in mare. Ma le onde non lasciarono scampo a Marianne, mentre Sergio Raimondo Testaquadra riusci’ a salvarsi e a raggiungere la riva. Stremato, a quel punto il biologo distese sul sedile posteriore il cadavere inzuppato della figlia e rientro’ verso Caltanissetta. Ma strada facendo penso’ di suicidarsi gettandosi da un cavalcavia della statale 640, ma non trovo’ il coraggio di farlo. Cosi’ arrivo’ nel suo villino di via Due Fontane e si taglio’ le vene dei polsi, ingerendo anche un insetticida per farla finita. Anche questo tentativo ando’ a vuoto, perche’ Sergio Testaquadra venne salvato in extremis dai poliziotti, allertati da sua moglie.
Confermata la sentenza: 10 anni al padre che annegò la figlia disabile
Sab, 05/11/2011 - 01:46
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