Lampedusa è in fermento. Un’atmosfera di gioia frenetica avvolge l’isola mentre fervono gli ultimi lavori per accogliere Papa Leone XIV, il secondo Pontefice a toccare lo scoglio del Mediterraneo dopo il segno lasciato da Francesco nel 2013. Lo storico incontro affonda le sue radici in una delle tante notti insonni del sindaco Filippo Mannino, segnata dallo sbarco di 23 cadaveri di migranti. “Sono state tante le notti in cui sono stato svegliato perché stavano arrivando cadaveri. Non è mai facile, mai! Ed è con il cuore straziato che ho scritto al Santo Padre”, ricorda il primo cittadino.
Una lettera che è diventata il seme della speranza. Per garantire che l’evento religioso si svolga con ordine il prefetto vicario di Agrigento Elisa Vaccaro ha presieduto una riunione che ha varato definitivamente il piano integrato di sicurezza, sanità e safety. La macchina organizzativa segue le direttive Piantedosi sui grandi eventi, ma il sindaco Mannino avverte: “Ci sarà qualche disagio, però sarà superato dalla gioia di avere qui il Santo Padre”. Al momento sono in corso i lavori per la sistemazione del palco e delle transenne, tutto arrivato da fuori, allo stadio comunale.
L’accesso, sabato, sarà consentito esclusivamente da via Cameroni, percorribile solo a piedi dalle 7:30 alle 10. All’ingresso saranno distribuiti acqua e cappellini. Sarà vietato introdurre oggetti pericolosi o ingombranti. Per consentire il passaggio del corteo papale, sono previste drastiche limitazioni alla circolazione. Verrà istituita una zona rossa: dalle 8 alle 14 il collegamento diretto tra zona Guitgia-Porto Nuovo e zona Cameroni-centro cittadino non sarà percorribile, nemmeno a piedi. La via Panoramica rimarrà l’unico collegamento fruibile per gli spostamenti durante la chiusura delle vie centrali. Mentre le attività commerciali potranno restare aperte, i porti subiranno limitazioni temporanee regolate dalla Capitaneria. È stato predisposto un servizio dedicato per garantire a tutti i disabili la partecipazione all’evento. Il sindaco Mannino ha ribadito che questa visita è “un riconoscimento alla storia, all’identità e ai valori di Lampedusa e della sua gente. Una comunità forte, orgogliosa delle proprie radici, del proprio legame con il mare, del proprio senso di solidarietà e di rispetto per la vita umana”

