La popolazione residente in Sicilia ammonta a 4.787.390 unità’ (in calo rispetto al 2023, -9.969 individui; -0,2%), l’8,1% della popolazione nazionale. Di queste, 206.753 persone (il 4,3% dei residenti in Sicilia) sono di cittadinanza straniera (9,1% a livello nazionale), con valori provinciali dell’incidenza sul totale della popolazione compresi tra il 2,9% di Enna e l’11% di Ragusa.
La popolazione femminile residente in Sicilia supera quella maschile (51,2% di donne) mentre nella popolazione straniera prevale la componente maschile (54,5%). Emerge dal Censimento al 31 dicembre 2024 pubblicato dall’Istat. La popolazione straniera residente non solo contribuisce a frenare la lasciata di quella italiana, ma ne ringiovanisce la composizione. Infatti, la popolazione straniera presenta una distribuzione per eta’ piu’ giovane, evidenziata da bassi valori degli indici di dipendenza strutturale (26,3 contro 59,4 degli italiani) e di vecchiaia (34,2 contro 192,5).
Le variazioni interprovinciali di questi indicatori, cosi’ come l’eterogenea incidenza della popolazione femminile rispetto a quella maschile, dipendono dalla diversa caratterizzazione del fenomeno migratorio, dal carattere individuale o familiare, dalla durata del percorso migratorio, dalle cittadinanze prevalenti, piu’ o meno inclini all’acquisizione della cittadinanza italiana.
La maggior parte degli stranieri residenti in Sicilia proviene dall’Europa (36,9%), il 36,6% dall’Africa, il 22,4% dall’Asia e il 4,1% dall’America. I cittadini stranieri provengono da 166 Paesi del mondo, soprattutto da Romania (21,5%), Tunisia (13,6%), Marocco (7,3%), Bangladesh (7%) e Sri Lanka (5,9%). I residenti stranieri di cittadinanza tunisina, singalese bengalese e rumena presentano in Sicilia una concentrazione significativamente piu’ alta rispetto alle percentuali nazionali, mentre le quote sono inferiori per le cittadinanze albanese e cinese.
Quasi la meta’ della popolazione risiede nelle due province di Palermo (25%) e Catania (22,4%), le sole a superare il milione di abitanti. Segue la provincia di Messina, che con quasi 600 mila residenti raccoglie il 12,5% dei residenti della regione. Le altre sei province ospitano il 40,2% dei residenti. Anche per la componente straniera, la maggior concentrazione si ha nelle due province maggiori con valori, rispettivamente, del 18% per Catania e il 17,7% per Palermo, seguite da Ragusa 17%.
A fronte di una popolazione nazionale sostanzialmente stabile rispetto al 2023, i dati censuari evidenziano una flessione di 9.969 unita’ nella regione (-0,2%), che e’ il risultato di andamenti demografici differenziati sul territorio. In valore assoluto, la perdita piu’ consistente si registra nella provincia di Agrigento (-2.107), seguita dalle province di Messina (-1.924), Caltanissetta (-1.697) e Catania (-1.644).
In termini relativi, le diminuzioni maggiori si registrano nelle province di Caltanissetta ed Enna (-0,7%). In controtendenza Ragusa, l’unica provincia a registrare un incremento della popolazione (+2.064 residenti; +0,6%). La lasciata della popolazione totale residente in Sicilia nel 2024 e’ determinata dalla dinamica negativa del saldo naturale (-19.090 unità’) e di quello migratorio interno (-12.917), non compensata dalla dinamica positiva del saldo migratorio con l’estero (+15.222) e dell’aggiustamento statistico (+6.816).
Tutte le province concorrono, seppur in misura diversa, a determinare questo andamento regionale: in particolare, Palermo e’ la provincia con i piu’ bassi saldi naturali (-4.033) e migratorio interno (-2.647), mentre Messina ha il saldo migratorio estero piu’ elevato (+3.643). La dinamica positiva della popolazione straniera concorre a contenere la flessione della popolazione residente in regione. Seguendo il trend nazionale, essa e’ in crescita di 9.834 unita’ rispetto al 2023, corrispondente a un tasso di incremento del 5,0%, decisamente superiore alla variazione media in Italia (2,2%).
L’aumento e’ ascrivibile a un lieve surplus del saldo naturale (+1.374) e, in particolare, un saldo migratorio estero fortemente positivo (22.887 unita’ in piu’), mentre il saldo migratorio interno (-2.525), conferma la tendenza della popolazione totale. La dinamica della popolazione straniera presenta altre due voci negative che ne limitano l’incremento: l’aggiustamento statistico (-2.550) e le cancellazioni per acquisizione di cittadinanza italiana (-10.695). Quest’ultima voce, infatti, rappresenta una posta in uscita per la popolazione straniera e una in entrata per quella italiana. A livello provinciale, il bilancio demografico evidenzia ovunque l’incremento della popolazione straniera residente rispetto all’anno precedente,con variazioni percentuali che oscillano tra il 4,3% di Messina e Catania e l’8,3% di Enna.
Il saldo naturale totale nella regione conferma la dinamica sfavorevole in corso, caratterizzata da un eccesso dei decessi (52.750) sulle nascite (33.660). In Sicilia, come nel resto del Paese, si registra il nuovo minimo storico delle nascite, con una riduzione di quasi 2 mila unità’ rispetto al 2023 (-5,2%; -2,6% in media nazionale). La continua lasciata del numero dei nati e’ determinata da una pluralita’ di fattori. Tra questi, la contrazione della fecondita’, che passa da 1,32 figli per donna del 2023 a 1,27 del 2024, pur rimanendo tra i valori piu’ alti a livello nazionale (1,18 figli per donna); il calo della popolazione femminile in eta’ riproduttiva (15-49 anni) e la posticipazione della maternita’.
Infatti, l’eta’ media al parto e’ in continuo aumento, seppure in Sicilia assume il valore piu’ basso a livello nazionale (31,7 contro 32,6 anni). I nati stranieri, pari a 1.820, il 5,4% del totale dei nati, sono in lieve aumento, a fronte di una rilasciata a livello nazionale. Quindi anche per la Sicilia la lasciata delle nascite e’ quasi completamente attribuibile ai nati da coppie di genitori entrambi italiani. Si consolida quindi il trend decrescente del tasso di natalita’, dal 7,4 per mille abitanti del 2023 al 7 del 2024, pur mantenendosi decisamente piu’ elevato della media nazionale (6,3 nati per mille).
Il tasso migratorio interno, che misura i trasferimenti di residenza tra i comuni italiani, registra un bilancio negativo piu’ contenuto del 2023 (-2,7 rispetto a -3,4 per mille abitanti) e interessa sia la componente italiana sia quella straniera. Il fenomeno riguarda tutte le province siciliane, rimane più’ marcato a Enna e Caltanissetta (-4,1 e -5 per mille rispettivamente), più’ contenuto a Siracusa e Catania (-1,9 per mille). La perdita di popolazione a favore delle altre regioni risulta piu’ che compensata dal saldo migratorio con l’estero, la cui incidenza sulla popolazione complessiva e’ pari al 3,2 per mille (3,4 nel 2023).
I movimenti migratori internazionali restituiscono una dinamica migratoria positiva in tutte le province, ma con una maggiore variabilita’, passando dall’1 per mille abitanti di Caltanissetta al 10,9 per mille di Ragusa. Quest’ultima, seguita da Messina (6,1) e Trapani (4,8), con valori superiori alla media nazionale (4,5), confermano la propria vocazione di aree piu’ attrattive della regione nei confronti dell’estero. Dal confronto delle piramidi delle eta’, emerge nel 2024 una struttura per eta’ della popolazione siciliana meno anziana rispetto al totale del Paese. tuttavia, anche in Sicilia cresce il numero di ultra-ottantacinquenni, che raggiungono 164.792 individui, più’ di 5 mila in un anno, e rappresentano il 3,4% della popolazione totale. Nel 2024 l’eta’ media e’ di 45,7 anni,in lieve aumento rispetto al 2023 (45,4) e inferiore alla media nazionale (46,9 anni).

