Anche oggi in Sicilia i carburanti restano su livelli superiori alla media nazionale, con il rischio concreto che il loro costo finisca per ripercuotersi ben oltre il pieno e per incidere sull’intera economia dell’isola. I dati ufficiali pubblicati dal Ministero delle Imprese e del Made in Italy indicano infatti per il 13 aprile una benzina self a 1,803 euro al litro e un gasolio self a 2,170 euro al litro in Sicilia.
Il confronto con il dato medio nazionale conferma che, anche oggi, nell’isola benzina e gasolio costano più della media italiana. Un elemento che, in una regione dove il trasporto su gomma rappresenta una componente essenziale della mobilità quotidiana, della distribuzione delle merci e dell’approvvigionamento delle attività economiche, assume un rilievo ancora maggiore.
Il mantenimento di prezzi elevati rischia infatti di tradursi in un aumento generalizzato dei costi lungo tutta la filiera, con inevitabili ricadute su logistica, commercio, servizi, distribuzione e prezzi al dettaglio. Il caro-carburanti, quindi, non incide soltanto sugli automobilisti, ma può trasformarsi in un fattore capace di alimentare nuovi rincari a danno di famiglie, lavoratori e imprese.
“Anche oggi i dati ufficiali confermano che in Sicilia il costo dei carburanti resta elevato e continua a gravare in modo significativo sull’economia dell’isola – afferma Francesco Tanasi, Segretario Nazionale Codacons – In una regione fortemente dipendente dal trasporto su gomma, prezzi così alti di benzina e gasolio rischiano di tradursi in rincari diffusi lungo l’intera filiera, con effetti diretti su famiglie, consumatori e attività produttive”.
“In Sicilia il prezzo dei carburanti non pesa soltanto su chi si reca alla pompa, ma incide sull’intero sistema economico regionale, alimentando un meccanismo di aumenti che coinvolge commercio, servizi e imprese – osserva Tanasi – Un’economia complessa e vulnerabile come quella siciliana non può sostenere ancora a lungo una simile pressione”.
“Per questo chiediamo al Governo nazionale di intervenire con urgenza per riportare benzina e gasolio a livelli sostenibili e accettabili, evitando che il caro-carburanti si trasformi in un nuovo moltiplicatore di rincari a danno di cittadini e imprese. La Sicilia non può essere lasciata sola davanti a una dinamica che rischia di compromettere ulteriormente consumi, commercio e tenuta economica del territorio”. – conclude Tanasi.

