Fini’ ai domiciliari per 5 mesi in custodia cautelare in una operazione antidroga nel Ragusano che nel 2017, coinvolse nove persone; successivamente venne assolto, con sentenza divenuta irrevocabile nel 2023: oggi, assistito dall’avvocato Giovanni Bruno, un 45enne ottiene un risarcimento per l’ingiusta detenzione di 146 giorni, 17.200 euro che lo Stato (il Ministero dell’Economia e Finanze) dovra’ versargli. Il suo coinvolgimento partiva da alcune intercettazioni con linguaggio criptico. Il compagno della sorella aveva una ditta che si occupava di lavori edili e il 45enne vi aveva effettivamente lavorato; gli inquirenti ritennero che in alcune conversazioni i “cento metri” voluti da una signora non rappresentassero lavori di tinteggiatura ma un quantitativo di droga al pari di “10 mattonelle”. Il Tribunale collegiale di Ragusa ha ritenuto, invece, che le espressioni potessero essere effettivamente riferibili ad attivita’ edilizie. Dopo un primo diniego all’indennizzo (la Corte d’Appello ha considerato che nella condotta dell’uomo, pur assolto, vi fosse una colpa grave, ovvero che il linguaggio criptico fosse voluto e ambiguo), arrivano la sentenza di Cassazione che annulla con rinvio e, infine, l’ultimo pronunciamento: “Dagli atti del procedimento penale, emerge che l’uomo e’ risultato estraneo ai fatti ed ha sin dall’inizio negato ogni addebito”.(AGI)
Ragusa. Arresto e processo per “100 metri di droga”, ma erano mattonelle: 45enne ottiene risarcimento per l’ingiusta detenzione
Gio, 12/03/2026 - 10:09
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