Sono state centinaia le firme raccolte ieri mattina in poco più di 90 minuti nei banchetti allestiti nel viale Luigi Monaco, davanti al cancello chiuso del Parco Dubini, dai promotori del costituendo Comitato spontaneo che sollecita la riapertura dello stesso polmone verde, inopinatamente reso inaccessibile da oltre un mese dai vertici dell’Azienda sanitaria provinciale di Caltanissetta. La petizione è cominciata proprio ieri mattina, partendo dalle adesioni degli abituali frequentatori del parco che numerosi – hanno partecipato all’assemblea pubblica finalizzata alla costituzione del comitato civico in difesa dell’area verde. Sotto la bandiera di Legambiente e lo striscione del Comitato di quartiere Due Fontane, hanno preso la parola numerosi cittadini, alcuni a titolo personale, altri in rappresentanza delle associazioni di cui fanno parte. E non sono mancati anche gli interventi di esponenti politici e consiglieri comunali. Ad introdurre il tema oggetto dell’incontro è stato Ivo Cigna, storico dirigente di Legambiente, che dopo avere fatto l’excursus storico della struttura, riaperta nel 2017 dopo anni di abbandono e degrado grazie alle sollecitazioni delle associazioni locali, ha evidenziato quello che agli occhi di tutti appare come un gigantesco paradosso. «La chiusura è stata di sposta dall’Asp – ha detto – che per prima dovrebbe curare il benessere dei cittadini. Qui ogni giorno c’è gente che viene a camminare, viene a correre, fa ginnastica, fa movimento, ci sono anziani che vengono a conversare respirando aria salubre, giovani che vengono a studiare distesi nei prati, a suonare la chitarra, la stessa associazione Legambiente ha tenuto qui i centri estivi con grande soddisfa zione dei genitori dei bambini. E l’Asp che fa? La chiude e il direttore generale dice ai giornali che non ci sono i soldi. Già questo è un percorso anomalo. Anziché telefonare al sindaco e dirgli di trovare insieme una soluzione, sceglie un’altra strada. E anche la risposta dall’altro lato è scomposta…». «Proprio per gli usi positivi che fanno i cittadini di questa struttura – ha aggiunto Ivo Cigna – il Comune deve interloquire con l’Asp che ha la proprietà del parco. Non ci vuole tanto a capire che serve co-progettazione. E questa petizione ha lo scopo di spronare i due enti a collaborare tra loro. Ovviamente anche il Comitato farà la sua parte». Merita Riccobene, docente e residente nella zona, ha poi sottolineato: «Questo è un luogo dove si respira, non a caso c’era un Sanatorio. E’ un luogo di socialità. In una città in cui gli spazi verdi stanno diminuendo, il valore di questo parco è enorme, per il benessere psicofisico di tutti, bambini e adulti. Questa che portiamo avanti è una battaglia per la città, senza colore politico. E’ un luogo di cui la città ha bisogno». Lidia Trobia, di Ondedonneinmovimento, ha aggiunto: «All’Asp non mancano le risorse, mancano le strategie. Essendo il parco nelle vicinanze dell’ospedale e di una struttura sanitaria, si possono attingere fondi proprio dai progetti per il benessere delle persone. I finanziamenti si trovano se c’è la volontà politica e gli enti non sono dormienti». L’avv. Salvatore Pecoraro ha apprezzato la «sensibilità dei numerosi partecipanti all’incontro», ed ha detto che a suo avviso possono coesistere sia la riapertura del parco, sia il progetto per realizzare la Rems, la Residenza per l’esecuzione delle misure di sicurezza, destinata a persone affette da disturbi mentali. L’Asp a tale proposito aveva ricevuto un finanziamento regionale per creare la Rems nell’ex ospedale Dubini. «Mi occupo da oltre 30 anni di salute mentale e purtroppo ci sono ancora pregiudizi diffusi su tali pazienti. La Rems darebbe decine di posti di lavoro e una parte delimitata sarebbe fruibile dai frequentatori del parco. A Caltagirone ne esiste una ed è spettacolare». Il consigliere comunale Armando Turturici ha annunciato che insieme al collega di partito Carlo Vagginelli hanno presentato la richiesta di un consiglio monotematico sulla questione “Parco Du bini chiuso”. Per Greta Tassone, segretaria cittadina del Pd, «è fondamentale la voce dei cittadini che hanno un’idea precisa di come vogliono vedere Caltanissetta nel futuro». Leandro Janni, vice presidente regionale di Italia Nostra Sicilia, ha parlato di «un pericolo speculazione che c’è sempre, ed è importante precisare nel Prg in corso di modifica, le aree da tutelare». Filippo Maritato, presidente del Movi, ha ricostruito l’iter del progetto presentato a suo tempo all’ex commissario dell’Asp, Carmelo Iacono, per la gestione del Parco Dubini. «C’era pure la delibera pronta, l’Asp avrebbe versato al Movi 1.800 euro al mese e noi assicuravamo l’apertura dalle 7 alle 22 ogni giorno, pagando 3 ragazzi – ha raccontato Maritato -. Quando sul giornale venne fuori che si trattava di 3 immigrati, la Lega ci attaccò, perché non davamo lavoro ad italiani ma a stranieri, ed il progetto si bloccò. Ripresentai il progetto al successore alla guida dell’Asp, ing. Caltagirone, e quel documento inviato prima via mail, poi tramite pec, e infine consegnato a mano, non si trovava mai… Dieci giorni fa, quando su “La Sicilia” è stata pubblicata la notizia della nostra disponibilità a collaborare, il sindaco Tesauro mi ha contattato per un incontro ma ancora è tutto fermo». Per l’ex sindaco Roberto Gambino, non essendoci più servizi del l’Asp nell’ex ospedale, «la mancanza di fondi disponibili per il parco – dichiarata dalla governance aziendale – potrebbe scaturire dal rischio di future contestazione della Corte dei Conti». «Poiché ci sono associazioni disponibili a gestire il parco – ha poi detto – si può comunque convocare un tavolo tecnico e trovare una soluzione». Sono pure intervenuti: Gaetano Piazza («Se le spese cui non può fare fronte l’Asp sono quelle di dovere tagliare l’erba, vanno comunque fatte perché altrimenti c’è il rischio incendi e ti vengono i vigili del fuoco…»); Totò Pelonero, segretario provinciale Auser («Se qui troviamo il blocco totale si può chiedere un incontro con il governo regionale»); Aldo Carapezza («La passeggiata e lo sport allungano la vita ma l’Asp sembra non saperlo…»); Salvatore Giglio, presidente del Comitato di quartiere Due Fontane («La destinazione più consona per l’ex ospedale Dubini era quella di ospitare qui la facoltà di Medicina e la Scuola di Infermieristica. Ora ci sono l’immobile chiuso e il parco inaccessibile: un vero peccato!»); Calogero Santoro, presidente Arci («Per la pulizia del parco si può chiedere aiuto al Corpo Forestale, come avviene a Mazzarino»); Nello Ambra, presidente comitato di quartiere San Luca («Il deficit del la sanità deriva dai malanni causati dalla sedentarietà e l’Asp non riesce a mettere a disposizione della collettività una struttura per migliorare la qualità della vita… Assurdo»). Infine Gaetano Paladino e Valeria Tumminelli di Legambiente hanno ricordato le numerose attività svolte con i bambini nisseni nel parco durante i campi estivi. E Lillo Micciché, da Serradifalco: «Il cardiologo mi ha consigliato di fare 10 mila passi al giorno. Spero di poterli fare anche in questo parco riaperto…».
Caltanissetta, nasce il Comitato per il parco Dubini: avviata la petizione per una interlocuzione tra Comune e Asp
Lun, 02/03/2026 - 10:22
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