In Italia la professione infermieristica resta a forte prevalenza femminile. Secondo i dati estratti dall’Albo nazionale della Fnopi Federazione nazionale professioni infermieristiche (che lavorano nel pubblico e nel privato), su 461.452 infermieri e infermieri pediatrici iscritti all’Ordine al 31 dicembre 2025, 352.399 sono donne, pari al 76,37% del totale. La fascia d’età con la maggiore presenza femminile è quella compresa tra i 51 e i 60 anni: 160.778, pari al 34, 85% (una su tre).
Guardando al futuro pensionistico, dei 4.201 infermieri che nel 2026 raggiungeranno l’età pensionabile di 67 anni, ben 3.078 sono donne. Tra le generazioni più giovani emerge invece un dato di ricambio: le infermiere tra i 31 e i 35 anni sono 38.648, un numero superiore rispetto alle colleghe nella fascia 36-40 anni, che sono 33.008. “Le donne rappresentano più del 76% della professione infermieristica”, dichiara la presidente Fnopi, Barbara Mangiacavalli.” Anche nella nostra professione, al pari delle altre, le donne ogni giorno devono compiere un grande sforzo per bilanciare i tempi di vita con quelli del lavoro e riuscire a ricoprire ruoli dirigenziali e di rilievo. Una sfida che le colleghe affrontano quotidianamente riuscendo a ottenere risultati importanti”.
Molte infermiere hanno lasciato un segno nella storia della professione. Alcune di queste esperienze sono raccontate sul sito infermieristory.it, progetto promosso dalla Federazione per valorizzare le figure che hanno contribuito allo sviluppo dell’assistenza infermieristica in Italia. Tra queste Marisa Cantarelli, prima teorica italiana dell’assistenza infermieristica, considerata un punto di riferimento per generazioni di professionisti. Attraverso queste storie emerge l’impegno e la passione con cui tante infermiere hanno intrecciato la propria vicenda personale con quella del nostro Paese

