Salute

Inchiesta della Procura di Caltanissetta su fondi pubblici, eseguite cinque misure cautelari. Ai domiciliari Tricoli e Mancuso

Redazione 3

Inchiesta della Procura di Caltanissetta su fondi pubblici, eseguite cinque misure cautelari. Ai domiciliari Tricoli e Mancuso

Mer, 18/02/2026 - 09:26

Condividi su:

Finisce agli arresti domiciliari il deputato regionale siciliano di Forza Italia Michele Mancuso. Secondo quanto ricostruito da squadra mobile di Caltanissetta e Sco di Roma attraverso intercettazioni e videoriprese all’interno dell’ufficio del deputato, lo stesso avrebbe intascato in tre tranche la somma di 12mila euro, che gli e’ stata sequestrata. A organizzare il tutto sarebbe stato, secondo i magistrati, il suo braccio destro Lorenzo Tricoli, anch’egli ora ai domiciliari. Le misure cautelari giungono dopo l’interrogatorio davanti al Gip, avvenuto il 22 gennaio scorso. Tutto ruota attorno alle ‘mancette’ della Regione: Mancuso attraverso un maxiemendamento alla finanziaria regionale ha inserito la somma di 98mila euro da destinare all’associazione Gentemergente per gli spettacoli da tenere a Caltanissetta nel 2024. Dell’associazione fanno parte i fratelli Ernesto ed Emanuela Trapanese, nipoti dello stesso Tricoli. I due fratelli insieme a Carlo Rizioli avrebbero rendicontato alla Regione uno spettacolo che e’ poi saltato per il maltempo. In piu’, secondo la procura, per evitare di lasciare nelle casse regionali i soldi avrebbero fatto emettere diverse fatture per lavoro non svolto. Per i fratelli Trapanese e per Carlo Rizioli il Gip ha disposto adesso la misura interdittiva dell’esercizio di impresa nel settore ‘intrattenimento, organizzazione di feste e cerimonie’. Per Mancuso la Procura di Caltanissetta aveva ipotizzato la configurazione del reato di cui all’art. 319 c.p., ovvero corruzione per un atto contrario ai doveri di ufficio per l’inserimento dell’associazione Genteemergente tra i destinatari dei fondi pubblici previsti dalla Legge della Regione Siciliana. “Tuttavia – spiega la Procura – all’esito della valutazione degli atti, il Gip ha ritenuto di riqualificare l’originaria ipotesi accusatoria nel reato di cui all’art. 318 c.p., che sanziona il pubblico ufficiale che riceve denaro o altra utilita’ per l’esercizio delle sue funzioni”.

banner italpress istituzionale banner italpress tv