“Abbiamo avuto un’interlocuzione con gli organi centrali della polizia di Stato per avere a disposizione un sistema che anche con l’aiuto dell’intelligenza artificiale ci potra’ consentire di processare meglio la mole di informazioni che saranno spalmate anche nel tempo”. E’ quanto ha affermato il procuratore di Gela, Salvatore Vella, oggi a Niscemi in merito all’indagine aperta dalla procura per la frana verificatasi il 25 gennaio scorso.
“Abbiamo creato – ha aggiunto il procuratore – un collegamento con il Coc (centro operativo comunale) del comune di Niscemi e con il centro di coordinamento e soccorso in prefettura. Partiremo dall’evento frana che e’ ancora in corso per risalire indietro nel tempo per andare ad accertare quali sono state le cause di questo evento, che e’ un evento enorme, che non ha eguali attualmente sul territorio europeo e dalle cause dovremmo andare a risalire se l’evento era prevedibile, come sembra emergere, da diversi documenti che attualmente sono pubblici. Ma non ci bastera’ questo per l’accertamento della responsabilita’ penale. Andremo ad accertare oltre che se l’evento era prevedibile, se era prevenibile”.
“Fatti tutti gli accertamenti entreremo nelle valutazioni giuridiche, cioe’ chi avrebbe potuto eventualmente impedire questo evento e non lo ha fatto? O chi invece con condotte attive ha contribuito eventualmente a causare questo evento”, ha proseguito il procuratore di Gela.
“Ragioneremo sia sul fronte frana, sia su quello che oggi e’ un dirupo e ieri era una zona di Niscemi. Le nostre indagini – ha spiegato Vella – avranno molto a che fare con la gestione delle acque anche in relazione a cio’ che stiamo apprendendo in questi giorni. Ci avvarremo della collaborazione di tre consulenti tecnici che verranno nominati giovedi’. Sono tre professori universitari del Dipartimento Scienza della Terra dell’Universita’ di Palermo che agiranno contestualmente alla nostra polizia giudiziaria, commissariato di Niscemi e squadra mobile di Caltanissetta perche’ questa e’ una indagine che vedra’ contestualmente andare avanti sia le indagini tradizionali che conoscenze di carattere tecnico scientifico. Ho sentito di diversi soggetti che hanno voglia di chiacchierare con la procura di Gela. Non faremo assolutamente chiacchiere. Chiunque vorra’ portare elementi di conoscenza in questa indagine, le nostre porte sono aperte. Per quanto riguarda noi, nessuna chiacchiera. Stiamo facendo un lavoro molto serio a tutela della popolazione presente e futura di Niscemi”

