Un cittadino di Caltanissetta scrive alla redazione una nota in merito al tema della sanità pubblica e delle liste d’attesa sostenendo che “La sanità pubblica continua a mostrare crepe profonde, al punto da trasformare in odissea ciò che dovrebbe essere un diritto garantito dalla Costituzione: il diritto alla salute.” Dopo aver subito un grave incidente stradale, si legge nella nota, un paziente si è visto prescrivere dal medico ortopedico una risonanza magnetica con priorità “entro 10 giorni”, necessaria per accertare i danni riportati e avviare le cure riabilitative. Ma la risposta, scrive ancora, ottenuta dal CUP dell’Ospedale Sant’Elia di Caltanissetta ha il sapore dell’assurdo: la prima disponibilità per eseguire l’esame sarebbe tra sei mesi, e non nei tempi previsti dalla prescrizione. “È una vera ingiustizia sociale – denuncia David Alú – mi ritrovo immobilizzato, con dolori e incertezza sulla reale entità delle lesioni, e sono costretto a mio malgrado a rivolgermi al settore privato. Oltre al danno dell’incidente, anche la beffa di una sanità che non riesce a tutelare chi ha bisogno immediato di cure”. Una vicenda che non riguarda solo il singolo, ma rappresenta uno spaccato delle difficoltà di migliaia di cittadini. L’accesso agli esami diagnostici in tempi congrui non è un favore, ma un diritto sancito dall’articolo 32 della Costituzione italiana, che tutela la salute come “fondamentale diritto dell’individuo e interesse della collettività”. Il paradosso è che, per lo stesso esame, il sistema privato offre date immediate, ma a costi elevati, creando di fatto una sanità a doppia velocità: chi può permetterselo paga, chi non può resta bloccato in liste d’attesa interminabili. Un problema che, a Caltanissetta come in tutta la Sicilia, si legge a conclusione nella nota, continua a generare rabbia e sfiducia nei confronti delle istituzioni sanitarie, mentre i cittadini restano vittime di un sistema che sembra tradire la sua missione più alta: curare chi soffre.
Caltanissetta. Sanità pubblica e liste d’attesa, un cittadino: “L’accesso agli esami diagnostici in tempi congrui non è un favore, ma un diritto”
Gio, 25/09/2025 - 10:40
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