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Lavoro: una ragazza su 2 condizionata da stereotipi maschilisti

Redazione

Lavoro: una ragazza su 2 condizionata da stereotipi maschilisti

Mer, 01/03/2023 - 18:13

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Una ragazza su 2 si sente limitata, nelle scelte sul futuro, da stereotipi e retaggi maschilisti e il lavoro e’ percepito come il luogo piu’ a rischio discriminazione. E’ quanto emerge dall’Osservatorio indifesa realizzato da Terre des Hommes e OneDay Group, che quest’anno ha coinvolto oltre 2000 ragazze adolescenti dai 14 ai 26 anni. Se il presente e’ complesso, le giovani sono consapevoli che, in futuro, da adulte, dovranno lottare anche di piu’. Ritengono, infatti, che il luogo in cui si assiste a piu’ discriminazione o violenza di genere sia il lavoro: e’ al primo posto nelle loro risposte seguito dal web e dai mass media.

Le ragazze di oggi fanno fatica a sognare, ma neanche progettano “in grande” il loro futuro. Piu’ della meta’ delle intervistate, il 53,96%, ritiene che le scelte riguardo agli studi futuri o alla carriera lavorativa, le ambizioni e le passioni vengano limitate dagli stereotipi e retaggi maschilisti. Al secondo posto viene indicata l’assenza di una rete di sostegno, al terzo la mancanza di modelli a cui ispirarsi. Una mancanza sottolineata anche dal fatto che per il 20% di loro “non c’e’ nessun modello di riferimento” e per il 30% il principale modello e’ la propria mamma.

In sostanza una su 2 non ha modelli esterni alla famiglia a cui riferirsi “idealmente” per progettare il proprio futuro. “C’e’ molto da fare per il futuro delle giovani donne nel nostro Paese- dichiara Paolo Ferrara, direttore generale di Terre des Hommes – e’ urgente un cambiamento culturale che non puo’ che partire dalla scuola. Occorre lavorare affinche’ genitori e insegnanti incoraggino le ragazze a seguire percorsi di studio che permettono carriere vicine ai loro reali desideri, al netto dei condizionamenti esterni, che arrivano persino dai libri di testo che ancora troppo spesso raffigurano gli uomini come scienziati e ingegneri e le donne come maestre e infermiere.

La mancanza di modelli di riferimento e gli stereotipi non aiutano le giovani Neet (Not in Education, Employment or Training), per cui l’Italia detiene il record europeo negativo: le italiane tra i 15 e i 29 anni che non studiano e non lavorano sono ben il 25%. Come racconta il dossier indifesa 2022 di Terre des Hommes, La situazione e’ determinata da un lato, da convenzioni o vere e proprie pressioni sociali che tendono a dare una maggiore importanza al ruolo delle donne all’interno della famiglia; dall’altro da un mercato del lavoro che privilegia l’assunzione di giovani uomini rispetto alle giovani donne, e rende difficile conciliare l’attivita’ lavorativa con la cura dei figli.

Il divario di genere nell’educazione non finisce qui, denuncia il dossier indifesa 2022. Sebbene le ragazze rappresentino quasi il 60% dei laureati in Italia – una quota stabile da dieci anni a questa parte – la loro presenza all’interno dei corsi di laurea Stem (Science, Technology, Engineering e Mathematics) e’ decisamente piu’ ridotta a vantaggio di percorsi di studio in ambito linguistico, medico e umanistico. Secondo il Ministero della Pubblica Istruzione, nell’anno accademico 2020/2021 le studentesse immatricolate nei corsi di laurea Stem sono il 21%, la meta’ rispetto agli uomini. Eppure, la laurea in una disciplina Ict, come ingegneria o piu’ in generale nelle materie scientifiche, permette di avere migliori sbocchi occupazionali e maggiori possibilita’ di guadagno.

Un altro gender gap e’ quello legato a cio’ che viene definita “educazione finanziaria”: dal gestire un conto corrente o calcolare il tasso di interesse di un prestito a capire un investimento finanziario. I piu’ recenti test Pisa-Ocse evidenziano come, in media, i livelli di alfabetizzazione finanziaria dei maschi 15enni siano superiori di due punti percentuali rispetto a quelli delle coetanee. Il gap in Italia e’ addirittura di 15 punti.

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