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Padre e figlio siriani senza arti arrivano in Italia: inizieranno una nuova vita a Siena

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Padre e figlio siriani senza arti arrivano in Italia: inizieranno una nuova vita a Siena

Ven, 21/01/2022 - 10:00

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Munzir e Mustafa, padre e figlio siriani senza arti (l’uomo a causa della guerra e il bimbo per una malformazione) protagonisti dello scatto “Hardship of Life” che ha fatto il giro del mondo, arriveranno venerdì sera in Italia. I due inizieranno una nuova vita a Siena e saranno curati al Centro protesi Vigorso di Budrio, nel Bolognese. L’annuncio arriva dal Siena International Photo Awards, che ha premiato lo scatto.

Mustafa, bambino siriano di 5 anni, nato senza braccia e gambe, immortalato sorridente con il padre Munzir, mutilato di una gamba, in uno scatto simbolo delle tragedie del conflitto in Siria, 24 ottobre 2021. La fotografia, scattata dal fotografo turco Mehmet Aslan, ha vinto il Siena International photo awards (Sipa) 2021. ANSA/ UFFICIO STAMPA ++HO – NO SALES EDITORIAL USE ONLY++

La raccolta fondi – La foto simbolo era stata scattata dal turco Mehmet Aslan, vincitore del Siena International Photo Awards: proprio il festival ha lanciato una raccolta fondi per aiutare padre e figlio e altre vittime innocenti del conflitto in Siria. La raccolta fondi, che sostiene anche un programma di riabilitazione e aiuto di persone che hanno subito amputazioni, ha raggiunto attraverso la piattaforma Gofundme oltre 100mila euro. 

L’arrivo in Italia – “Munzir e Mustafa arriveranno venerdì sera in Italia, a Ciampino, dalla Turchia – ha spiegato il fondatore e direttore artistico del premio fotografico Luca Venturi -, poi andranno a vivere in un’abitazione della Caritas a Siena messa a disposizione dall’Arcidiocesi e potranno curarsi al centro protesi di Vigorso di Budrio”.

La potenza comunicativa di una foto e l’aiuto concreto – Per Venturi “la potenza comunicativa di quella foto si è trasformata in un reale sostegno alla famiglia grazie alla raccolta fondi che abbiamo lanciato, alla quale hanno aderito tante persone. Come concorso fotografico non ci ritenevamo i soggetti più giusti per fare questo, ma alla fine è stata una scelta giusta perché è stato reso possibile questo miracolo”, ha concluso.