“Il nostro obiettivo è quello di effettuare il maggior numero di vaccini nel minor tempo possibile e, dunque, di proteggere al meglio la popolazione”. E’ questa una delle risposte che il direttore del presidio ospedaliero Benedetto Trobia rivolge a chi gli chiede quale sia la strategia messa in atto dall’ASP di Caltanissetta in merito alla Pandemia da Sars Cov-2.
“Ovviamente ogni procedura è migliorabile e ogni giorno accogliamo le istanze degli utenti cercando, dove è possibile e di nostra competenza, di migliorare il servizio offerto”.
La replica, a chi lamenta disservizi dovuti ai ritardi o alle lunghe attese, va letta analizzando i “numeri” piuttosto che le “parole”.
“Ogni giorno noi garantiamo mediamente 1300 – 1500 vaccini anti Covid aprendo i nostri Hub anche a chi non ha effettuato la prenotazione. Riteniamo che questa sia una scelta che, nel medio e lungo periodo, porterà i suoi benefici”.
La battaglia contro il Covid è anche una corsa “contro il tempo” dato che i vaccini riducono la probabilità di avere complicazioni gravi. I reparti di terapia intensiva stanno ricominciando a riempirsi e molti di loro sono soggetti non vaccinati.
Questo approccio, talvolta, crea disagi a chi aspetta all’esterno e spesso non sa quali ritmi frenetici mantengono all’interno medici, infermieri e operatori sanitari.
In altre Province della Regione il numero di vaccini giornaliero è prefissato e non modificabile. A Caltanissetta, invece, aperti i cancelli la mattina si cerca di vaccinare tutti quelli che si presentano e, talvolta, capita anche di sforare l’orario di chiusura arrivando a lasciare l’Hub del Cefpas alle 21 piuttosto che alle 19.
A Caltanissetta non ci sono più “Open Day” perché ogni giorno ciascun cittadino, anche residente in altro Comune o Provincia, può venire, mettersi in fila e attendere la propria dose di farmaco anti Covid. Vaccinati e non vaccinati seguono due file differenti si cerca di garantire a tutti il miglior servizio possibile. Questo comporta degli inconvenienti nella gestione degli accessi perché non c’è alcun ordine o criterio nel flusso di partecipazione. Si oscilla tra gli 82 vaccini inoculati il giorno di Natale ai 1500 realizzati alla chiusura delle festività natalizie in prossimità della riapertura delle scuole e delle altre attività.
La piattaforma per prenotare le vaccinazioni è ancora in fase di evoluzione e gli operatori segnalano alla Regione ogni criticità per renderla il più funzionale possibile. A breve, ad esempio, sarà possibile accedere al sistema, comunicare lo stato di positività, indicare il tracciamento dei contatti stretti o scaricare le comunicazioni di inizio o fine isolamento. Questo velocizzerà i tracciamenti e consentirà al personale di sgravarsi di procedure burocratiche ed essere più utili in altri settori.
“Ciò che chiediamo ai cittadini è un po’ di pazienza in più poiché da marzo 2020 gli operatori sanitari lavorano in condizione di emergenza – ha proseguito Trobia -. Siamo ancora in piena pandemia e la stanchezza di questi lunghi mesi ormai comincia a farsi sentire. Qualche risposta scorbutica o tono brusco, dunque, non sempre è sinonimo di maleducazione o noncuranza per i cittadini ma fatica per le lunghe giornate appena trascorse o inconvenienti che, purtroppo, possono verificarsi all’interno con degli utenti ma che, all’esterno, vengono veicolati in modo completamente diverso”.
Come, ad esempio, il caso di un’aggressione verificata al Cefpas nei giorni scorsi che ha comportato l’intervento delle forze dell’ordine e un obbligato rallentamento nella tabella di marcia dell’accoglienza degli utenti prenotati.
L’efficienza, del resto, non può essere misurata soltanto nel rispetto degli orari di prenotazione ma deve includere tanti altri fattori essenziali. “Continuiamo a puntare verso l’eccellenza cercando di sfruttare al meglio le risorse a disposizione – ha concluso il direttore -. E’ un impegno che tutti dobbiamo assumerci cercando di collaborare per garantire il benessere di tutta la collettività”.

