Salute

Caltanissetta, Highlights in Neurology. Vecchio: “Farmaci per tenere i ricordi anche con l’Alzheimer”

Redazione 2

Caltanissetta, Highlights in Neurology. Vecchio: “Farmaci per tenere i ricordi anche con l’Alzheimer”

Dom, 03/10/2021 - 16:21

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Un nuovo farmaco in arrivo anche in Italia e la prevenzione aiuteranno le persone affette da Alzheimer a mantenere per piu’ tempo i propri ricordi e rallentare il corso della malattia.

A parlarne e’ l’organizzatore del congresso Highlights in Neurology che si e’ svolto a Caltanissetta, il presidente regionale della Societa’ Italiana di Neurologia, Michele Vecchio al termine dei lavori.

“L’Alzheimer e’ una delle patologie a piu’ elevato impatto sociale oltre che clinico – spiega il primario di Neurologia Vecchio – e’ una malattia in costante aumento, e’ la prima causa di demenza ed e’ una malattia il cui trend di crescita e’ destinato ad aumentare come abbiamo visto in questi ultimi decenni.

Uno dei fattori di rischio principali e’ l’eta’ e quindi con l’avanzare della sopravvivenza media ci aspettiamo moltissimi casi”.

“Studiando l’incidenza della malattia – continua il primario – e’ dimostrato che una delle cause e’ l’esistenza di comorbilita’. E quindi le persone devono fare uno stile di vita adeguato, devono mangiare bene, fare attivita’ fisica, evitare di fumare. Poi c’e’ la cosiddetta implementazione cognitiva cioe’ noi dobbiamo tenere sveglio il nostro cervello, dobbiamo tenerlo attivo. E tutto questo va fatto quando ancora si sta bene.

Attualmente i farmaci che si stanno sviluppando hanno un’azione vera solo se vengono utilizzati all’inizio della malattia”. “Dobbiamo essere pronti a utilizzare i nuovi farmaci, di cui uno, l’Aducanumab e’ gia’ stato registrato alla Fda americana a giugno di quest’anno, e pensiamo nel 2022-2023 sara’ anche in Europa e quindi anche in Italia, e ha un’indicazione per le forme estremamente iniziali. – prosegue – Sarebbe bello dire che questo e’ il farmaco che guarisce l’Alzheimer.

Non so se questo sara’ possibile in un futuro ma gia’ modificare la storia naturale della malattia, e quindi garantire a un paziente per 10 o 20 anni una buona qualita’ della vita, mantenerlo nella sua memoria, nei suoi ricordi, nei suoi affetti e nei suoi hobby, credo sara’ un successo”.

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