“Nell’ambito dell’epilessia sono tante le novita’ sia dal punto di vista diagnostico che dal punto di vista terapeutico. Nel primo caso la genetica ha dato un contributo formidabile consentendo di definire molte sindromi epilettiche in maniera piu’ precisa e quindi anche di poter migliorare la qualita’ della vita delle persone.
E sotto il secondo aspetto abbiamo farmaci che possono essere dati in maniera piu’ specifica, migliorando il trattamento, considerando che dal punto di vista della risposta abbiamo ancora un 30% di persone con epilessia che sono resistenti ai farmaci”.
A fare il punto sull’epilessia il neurologo Maurizio Elia, direttore dell’Unita’ Operativa Complessa di Neurologia e Neurofisiopatologia clinica e sperimentale all’Irccs Oasi Maria Ss. di Troina, intervenuto a Caltanissetta, al congresso organizzato dal presidente regionale della Societa’ Italiana di Neurologia Michele Vecchio. “Ad alcuni pazienti – spiega Elia – diamo uno o piu’ farmaci, spesso anche una decina in sequenza negli anni, e non riusciamo ad avere risultati nel controllare la crisi.
A tal proposito negli ultimi anni sono stati approvati farmaci interessanti per le forme resistenti. Per esempio in Italia in agosto e’ stato autorizzato il cannabidiolo, che e’ un derivato della cannabis e ha un suo utilizzo in particolare per due sindromi epilettiche gravissime che sono farmaco-resistenti: la sindrome di Dravet e la sindrome di Lennox-Gastaut.
E’ un farmaco incoraggiante perche’ si arriva a delle percentuali di successo che possono riguardare una riduzione mediana delle crisi del 40-50%”. “Il prossimo anno – spiega – arrivera’ un farmaco che si chiama cenobamato, anche questo per le forme resistenti, in uso compassionevole, o pensiamo a un altro farmaco, non ancora arrivato, che si chiama Fintepa, ossia la fenfluramina, anche questa avra’ indicazioni per forme gravi.
Si tratta di farmaci molto costosi che nei paesi industrializzati riusciamo ad ottenere e provare, il problema e’ riuscire a riempire il gap con i paesi del terzo mondo”.

