Salute

Covid: ex pazienti vittime di disturbo post traumatico da stress

Redazione 2

Covid: ex pazienti vittime di disturbo post traumatico da stress

Mar, 29/12/2020 - 13:08

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Ansia, depressione e paura dell’altro. E per gli ex pazienti Covid-19 disturbo post traumatico da stress.

Queste sono alcune delle conseguenze dell’emergenza pandemica, secondo Maria Rosaria Rapolla, psichiatra del Centro Sant’Ambrogio Fatebenefratelli.

Secondo l’esperta, il Covid-19 ha annullato ogni possibilita’ di contatto umano, ma non il bisogno di socializzare. A pagarne le conseguenze sono soprattutto i giovani, che hanno una personalita’ in formazione, e gli anziani, che piu’ di tutti necessitano di contatto per non sentirsi soli. L’emergenza pandemica ha infatti accentuato il distanziamento, l’isolamento, scatenando la paura dell’altro, del soggetto visto con sospetto in quanto (seppur involontariamente) pericoloso e possibile veicolo di contagio.

“Questa e’ solo una delle prime conseguenze da affrontare in fase post-covid”, dice Rapolla. “L’individuo si e’ ritrovato ( e si ritrova) a vivere in solitudine, escludendo e allontanando tutti per paura. Per ricominciare lasciandosi dietro di se’ le conseguenze fisiche e psicologiche del Covid19 ha bisogno di supporto, di un’assistenza integrale. Percio’, e’ nato il progetto RICOMINCIARE del FBF con l’obiettivo di attivare-grazie alla raccolta fondi- un poliambulatorio multidisciplinare nelle varie strutture dell’Ordine Ospedaliero”, aggiunge.

L’assistenza del centro e’ volta alla diagnosi e alla cura di forme di ansia e depressione, in modo da evitarne la possibile cronicizzazione. L’ansia e la sintomatologia depressiva, secondo Rapolla, possono manifestarsi anche nelle persone che hanno vissuto la malattia da Covid1-9, magari con un ricovero ospedaliero, ma anche, ad esempio nei familiari delle vittime Covid-19, che hanno vissuto nell’angoscia, lontani dai cari, e che faticano a rielaborare il lutto; e – continua Rapolla – negli operatori sanitari, travolti dallo “tsunami” pandemico ed esposti ogni giorno ad una continua lotta interiore tra il senso del dovere e il timore per la propria salute e quella dei propri cari; tra il senso di colpa per i pazienti deceduti e lo stress fisico e psichico.

Possono poi avere bisogno di un supporto anche persone che durante il lockdown hanno trovato nelle sostanze stupefacenti una valvola di sfogo per sfuggire alla dura realta’, cadendo nella dipendenza; e donne e bambini vittime di violenza e maltrattamenti, in aumento durante l’isolamento domestico.

“I malati da Covid-19 – spiega Rapolla – hanno dovuto affrontare il dramma che li ha travolti, il dolore fisico e i sintomi ansiogeni, nonche’ lo stress emotivo e l’angoscia nel rivedere rispecchiato negli altri pazienti il proprio dolore. Ed una volta superata la malattia riemergono, pero’, nella mente del malato i frammenti e i ricordi dell’esperienza traumatica, cioe’ si verifica il cosiddetto disturbo post traumatico da stress, curabile tramite un intervento psicoterapico, di solito di tipo cognitivo-comportamentale, o farmacologico”. Negli anziani, il lockdown puo’ avere accentuato problematiche preesistenti, precipitandole o rendendole manifeste.

“L’isolamento, la scarsita’ di stimoli, possono aver peggiorato un decadimento cognitivo, favorito la perdita del ritmo sonno-veglia, o slatentizzato dei sintomi depressivi”, si legge in una nota del Fatebenefratelli. “Senza dimenticare che nell’anziano – continua – la depressione puo’ manifestarsi con sintomi che possono far pensare alla comparsa di una demenza, con la differenza che mentre per quest’ultima purtroppo ad oggi non esiste una cura, per la depressione invece c’e’ un’ ottima risposta ai farmaci”.

Non solo. “Sono diminuite le chiamate ai centri di violenza – riferisca Rapolla – ma non sono affatto scomparsi i maltrattamenti, anzi, si sono accentuati per nervosismo e rabbia del maltrattante, con l’aggravante di bambini costretti ad assistere agli atti di violenza. Possiamo definirli i danni collaterali della guerra Covid19.

Quando tutto finira’, ognuno di noi affrontera’ un percorso con se stesso superando la paura dell’altro, riscoprendo l’importanza del contatto, del calore umano e allontanandosi dalla confort zona (la casa) per affrontare nuovamente l’imprevisto, l’ignoto, la sfida. Talvolta, pero’, sara’ necessario l’aiuto di uno specialista per trovare la spinta per RICOMINCIARE”.

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