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Le tessere ed il mosaico: “Pietro a due facce” di Don Salvatore Callari

Don Salvatore Callari

Le tessere ed il mosaico: “Pietro a due facce” di Don Salvatore Callari

Dom, 27/09/2020 - 07:50

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Le tessere ed il mosaico: “Pietro a due facce” di Don Salvatore Callari
Don Salvatore Callari

Nelle tessere ed il Mosaico di questa domenica Don Salvatore Callari fa un breve commento o un modesto rilievo su una nota assai importante e motivo di tanta gloria per i cristiani che fanno parte della Chiesa cattolica: il ruolo e la missione di Pietro nella vita della Chiesa. Vorrei, lepidamente dire “ Pietro a due facce” Nel linguaggio popolare più comune l’espressione ha una inclinazione piuttosto negativa, cioè dire di una persona che non ha una piacevole presentazione in società. Che ha un comportamento contrastante tra il dire e il fare. Nel caso nostro c’è anche questo aspetto ma temporaneo : un agire negativo compensato largamente e decisamente da quello positivo di una intera vita coronata con il martirio S. Pietro nel primo tempo della “ convivenza” con Cristo ha chiuso in negativo il bilancio. Pietro personalità di primo piano nel racconto evangelico, dimostra infatti una istintiva istintività , talvolta incontrollata, che non sempre ha avuto espressioni…. sagge; pensate che si è permesso di opporsi a Cristo , “ buscandosi” un appellativo fortemente negativo : “Tu sei satana per me in questo momento” Zitto e seguimi. Gli aveva detto , “ non è giusto quello che vuoi fare” , dando consigli a Cristo. Un’altra volta, però, meritò un elogio di gran pregio. Pietro rispondendo ad una domanda di Gesù, dice “ sei il Cristo, il figlio del Dio vivente “ – E Gesù :” la tua testimonianza ti è stata suggerita dal Padre , bravo” Ma il fondo negativo lo ha raggiunto quando rinnegò Gesù dicendo di non conoscerlo . E tuttavia Gesù lo incarica di “ pascere” i suoi agnelli e le sue pecorelle. “ Io ti affido il compito di essere il Pastore di tutti , Tu sei Cefa “ pietra”, su cui costruirò la mia chiesa- A te la missione di confermare i fratelli nella fede” . La scelta di Cristo è “gratuita” non è la ricompensa del suo operato, (anzi) e gli conferisce una autorità, una grandezza, che lo fa partecipe della su autorità.. Una grandezza che è poggia su di Lui.

Da qui il fondamento del “ Primato” di Pietro nella Chiesa: Responsabile della fede, della fedeltà del nuovo popolo di Dio. Le circostanze verificatesi e narrate nel Vangelo in cui si evidenzia o intuisce la “ Primazia” lo vedono sempre come primo, un prediletto, che interviene nella soluzione dei vari problemi della comunità. E infine, come pastore secondo il desiderio di Gesù ha dato la sua vita per le sue pecore. Con Pietro si inaugura una immagine, una funzione essenziale nella chiesa come Vicario di Cristo, per difendere la fede dei fratelli, comunicare la vita divina, Questa la sua missione, questa la sua grandezza. E ricordiamo, allora che a Lui dobbiamo grande rispetto, obbedienza e amore. Nel Papa non si deve guardare la sua figura umana, “variabile” secondo qualità e carisma della persona fisica, ma vedere in Lui la presenza di Cristo “ sempre vivo e operante nella chiesa, specialmente per mezzo del Papa.