Salute

Coronavirus, ‘maschere’ da #iorestoacasa: l’ipocrisia del buonismo sulla pelle degli altri

Sergio Cirlinci

Coronavirus, ‘maschere’ da #iorestoacasa: l’ipocrisia del buonismo sulla pelle degli altri

Gio, 02/04/2020 - 09:32

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Coronavirus, ‘maschere’ da #iorestoacasa: l’ipocrisia del buonismo sulla pelle degli altri

Art.16 Costituzione Italiana: “Ogni cittadino può circolare e soggiornare liberamente in qualsiasi parte del territorio nazionale, salvo le limitazioni che la legge stabilisce in via generale per motivi di sanità o di sicurezza….” Quando lo Stato arriva a “sospendere” un diritto costituzionale, dovremmo ragionare bene e capire che è giunto il momento di renderci conto che la situazione è veramente, sottolineo, veramente grave. I tanti morti dovrebbero inoltre farci riflettere ancor di più. I continui rinvii, al graduale ritorno alla normalità, dovrebbero farci leggere tra le righe e capire che questa situazione durerà ancora per diverso tempo; non illudiamoci che tutto possa ripartire dopo Pasquetta, solo un ingenuo può credere ad una cosa simile.

La “Bestia”, così come in molti ormai chiamano il virus, continua imperterrito a contagiare e ad uccidere; al momento l’unica nostra arma di difesa è ignorarlo, non andarlo a cercare, isolarlo… solo così lui, sentendosi “emarginato” morirà. Ma tutto ciò dipende solo da noi, dalla nostra capacità di capire e comportarci di conseguenza… ma, a quanto pare, questo passaggio essenziale a molti sfugge per incapacità di comprendere, per menefreghismo o per stupida furbizia. Ecco perchè, in questo particolare momento, si dovrebbe avere la capacità di distinguere tra leggi, decreti, regolamenti ed ordinanze varie e buon senso.

Ma purtroppo non tutti ci riescono ed addirittura ci sono coloro che cercano cavilli tra le righe dei vari DPCM, per cercare un “appiglio” che consenta di eludere il buon senso e sentirsi autorizzati ad uscire. Cercare di capire per non creare maggiori disagi, specialmente ai commercianti, è giustificabile, il resto no, è solo stupidaggine. Passeggiare il cane, andare a fare la spesa o in farmacia, fare mercatini, incontrare amici etc, tutte attività giuste, comprensibili e giustificabili, ma al di là ed al di sopra di tutto ciò, bisognerebbe capire che in questo preciso momento c’è un interesse unico ma soprattutto vitale, che è quello di preservare la mia salute, quella dei miei cari e di tutti coloro che incontro e che per me magari sono solo estranei.

Dal fornaio, al cassiere del supermercato o al farmacista, il mio egoismo non può mettere a rischio chi continua a garantirci questi servizi essenziali, il mio egoismo/stupidaggine non può e non deve far aumentare il lavoro dei medici, infermieri e a tutti coloro che in ospedale ogni giorno lottano per salvare vite umane ed in alcuni casi rimettendoci anche la propria o quella dei loro cari, rientrando la sera a casa. Chi sono io per decidere sulla salute e sulla vita degli altri ? Non sono certo più intelligente di chi rimane a casa, di chi non va a trovare i propri cari, magari anziani o sofferenti, sono stupido io o chi si sente furbo ed intelligente nell’aver trovato il modo per infrangere le regole ?

Mi vien da ridere poi vedere che ormai in tanti hanno sposato l’hastag #iorestoacasa, come testimoniato da tante foto sui social; per alcuni è solo una “mascherina” l’ennesima, la solita, anche se adattata al momento, maschera che indossano sempre, anche nei periodi normali, una maschera che rappresenta l’ipocrisia del predicare bene e razzolare male.

Amici, per chi ancora non lo avesse capito, restare a casa è “VITA”, qui da noi possiamo ancora uscire da questo incubo con “dati non troppo pesanti”, per dati intendo morti, ma non volevo scioccare qualcuno o far arrabbiare chi al contrario, non capendone tra le altre cose le motivazioni, accusa coloro che invitano ad un maggior rigore di voler creare allarmismi e tende, al contrario, ad abbassare la tensione, parlando di psicosi ed altro con con post, articoli o commenti, che invece di collaborare a creare quel giusto “allarmismo” che frenerebbe molti nell’aprire la porta di casa per andare a comprare il classico quartino di pane fresco, li “spinge” quasi quasi ad uscire. Per un volta cerchiamo di essere egoisti e pensare a noi stessi restando a casa, questo egoismo oggi è estremamente positivo, può salvare noi e tante altre persone.

Ad Maiora #unitineusciremo