“E sedutosi … li ammaestrava”: Non temere Giuseppe di prendere Maria tua sposa (di don Salvatore Callari)

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La coincidenza del calendario, quest’anno, ci fa celebrare la quarta domenica di avvento e il giorno di Natale assai ravvicinati. Ma ci è più facile così fare un breve passaggio dall’ attesa alla venuta. Non trascuriamo del tutto la liturgia della domenica ma ne facciamo qualche cenno. Per riflettere di più sulla festa di Natale, il mistero della incarnazione. Si la possibilità di cogliere in continuità la narrazione della nascita di Gesù. E’ fondamentale, dopo l’assenso di Maria, per mezzo dell’Angelo a Dio , l’accettazione di Giuseppe che era stato tenuto all’oscuro di quanto si stava verificando. L’angelo lo rassicura e così si compone, per il futuro, la famiglia con tutti i suoi componenti: Non temere Giuseppe di prendere Maria, e destatosi dal sonno prese con sé la sua sposa. Gli avvenimenti li portarono a Betlemme e lì nacque Gesù. Incomincia così l’avventura terrena. Sì! Proprio un’avventura dalle molte vicende e poi con risvolti drammatici e dolorosi che realizzeranno l il mistero della Redenzione. E l’angelo: ecco vi annunzio una grande gioia, oggi vi è nato un Salvatore che è il Cristo Signore. E certamente risuonano nelle orecchie di Israele, le parole che il Signore aveva detto per mezzo del profeta: Io vi manderò il Salvatore.
E‘ solenne la riflessione di S. Paolo: Egli ci ha salvato per la sua misericordia che effonde sugli uomini che Egli ama. Ma la liturgia non rinunzia, nel giorno in cui celebra con gioia la nascita di Gesù, a ricordarci, con tristezza un brano del vangelo. Egli è venuto tra i suoi, ma i suoi non l’hanno accolto. Molti hanno tenuto un comportamento ostile verso Gesù vivente fino a farlo condannare, e nella storia dei cristiani ci sono stati quelli che lo rifiutano. Anche oggi: basti pensare ai tentativi di espellerlo dalle aule delle pubbliche istituzioni, di usare false ragioni per distruggere i segni affettuosi ed eloquenti, come il presepe. E ignobilmente pretendono di avallare certe idee e realtà che inneggiano che ricordano il Cristo, con la scusa di non turbare la sensibilità degli altri. Invece “gli altri” sono pronti a partecipare alle attività cristiane, a fare i protagonisti in sacre rappresentazioni, e che condannano la ostinazione di alcuni a fare guastafeste. Ma è il caso di ribadire, come dal Vangelo, che “ i suoi “ , non gli altri, che non l’hanno accolto siamo noi, proprio, i suoi. Che potremmo dedurre infatti dal comportamento dei cristiani che trascurano, sono indifferenti, non hanno alcun interesse al Vangelo e alla persona di Cristo, Preparate la via del Signore , raddrizzate i suoi sentieri. Ci interroghiamo: abbiamo fatto il “ collaudo” spirituale dei lavori spirituali in preparazione al Natale. Questo significa accogliere Gesù.

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