Intitolazione Don Sturzo: a Palazzo del Carmine teatrino non edificante

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Mi spiace ma stavolta sto dalla parte dell’opposizione. Questo “teatrino”, poco edificante e non bello soprattutto nei confronti di coloro che, come il presidente dell’associazione Don Luigi Sturzo e tutti gli altri organizzatori e partecipanti, si sono impegnati per ricordare, giustamente, la figura dell’illustre sacerdote e politico. Attenzione ci tengo a precisare che non ho nulla contro l’intitolazione, che trovo giusta e dovuta, è la forma che non mi è piaciuta. Nessuno penso, men che meno io, nega o voleva negare di dare valore e importanza ad un uomo politico di così alto spessore morale. Sollevai infatti questa situazione, per me fuori luogo, cioè il convocare un consiglio comunale straordinario, con un solo punto all’ordine del giorno con un costo di circa 840€ o forse più, già il 6 di novembre con un mio post sul gruppo Facebook Caltanissetta 4.01, suggerendo che, per evitare lo spreco di denaro pubblico si potesse ovviare con un incontro celebrativo sempre nell’aula consiliare. Esattamente l’indomani il consigliere Bruzzaniti si fece promotore, in veste istituzionale, con i capogruppo di opposizione, di evitare che si facesse questo consiglio straordinario, proponendo una normale celebrazione e facendo giustamente notare che “il consiglio comunale, in seduta aperta, da statuto, si celebra per “fatti di rilevante importanza per la collettività”. e.l’intitolazione di una stanza di Palazzo del Carmine, con tutto il rispetto, non mi pare lo sia. Nulla di fatto, con uno “escamotage”, come qualcuno ha pensato,la conferenza dei capigruppo non si è potuta tenere per mancanza del numero legale, anche se par di capire che mancasse solo il capigruppo del M5S, con la conseguenza che il consiglio straordinario, fissato per il pomeriggio, si è tenuto regolarmente. I consiglieri di maggioranza più il consigliere Mazza si son seduti regolarmente al loro posto, così come anche i funzionari e tutti gli altri, insomma un vero e proprio consiglio comunale, mentre i consiglieri di opposizione hanno preso posto tra il pubblico. Oggi sui social leggo, cosa che francamente auspicavo, che i consiglieri di maggioranza presenti, dichiarano di aver rinunciato al gettone. Allora mi chiedo, perché si è voluto arrivare allo scontro ? A che pro tutta questa polemica ? Polemica che ha rischiato di rovinare la giusta celebrazione ma rischia anche di avvelenare i “rapporti idilliaci” che sembravano esserci tra opposizione e maggioranza e non ultimo rischia anche di non far fare bella figura soprattutto fa notare la non coerenza, di chi da sempre si è battuto per gli sprechi della politica e nella politica. Cari consiglieri di maggioranza e soprattutto caro Presidente Magrì, sapete meglio di me che il costo di un consiglio non è limitato ai soli gettoni di presenza, ma anche di altro, dovendosi mantenere l’ufficialità. Bastava una bella cerimonia, visto anche che a quella delibera del consiglio, durante la scorsa legislatura, segui un decreto prefettizio con cui si autorizzava il Comune a procedere alla intitolazione. Manie di protagonismo, “arroganza”, inesperienza o altro ? Io penso che ci sia stato un po’ di tutto, magari con una maggiore esperienza politica si sarebbe potuto evitare lo scontro. Si evitino in futuro situazioni del genere e soprattutto si cominci a pensare che certi principi valgono sia quando si è all’opposizione, ma soprattutto quando si è la maggioranza. Speriamo che la prossima volta si tenga più alla sostanza che non alla forma e speriamo anche che l’opposizione cominci ad essere più pungente e più presente e che per questa volta “perdoni” ed abbia “l’intelligenza” di capire che si è trattato, probabilmente di inesperienza e non pensi, così come ha minacciato, di procedere per abuso d’ufficio e per attentato contro i diritti politici nei confronti del Presidente Giovanni Magrì. La città vuol assistere a ben altri scontri, scontri su tematiche molto più importanti e più rilevanti per gli interessi dei cittadini. Le problematiche di certo non mancano…buon lavoro. Ad Maiora

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