Il rettore parroco Padre Leonardo Mancuso lascia Mussomeli: il saluto ai chierichetti, al coro, ai vicini di casa

0

MUSSOMELI – Terminato il periodo della trebbiatura, domenica pomeriggio è stata celebrata una messa di ringraziamento richiesta dai trebbiatori, presso il Santuario Maria SS. dei Miracoli, celebrata dal rettore Padre Leonardo Mancuso che ha anche fatto l’omelia. Una circostanza questa che è stata posta in essere da alcuni anni e che è stata sempre partecipata, come, appunto, domenica scorsa. Intanto, il rettore Padre Leonardo Mancuso, a fine messa, non si è lasciata sfuggire l’occasione di fare sentire la sua voce invitando i presenti a sedersi e stare in benevolo ascolto. Come è noto al rettore-parroco restano pochi giorni ancora di permanenza a Mussomeli, prima di raggiungere la sua nuova sede a Sutera dove proseguirà nel suo ministero pastorale. A sentire parlare chi era presente domenica alla messa, Padre Leonardo, con un nodo alla gola, rivolgendosi ai presenti, ha parlato con la sua mitezza il linguaggio della chiarezza: ha parlato di incomprensioni, diversità di vedute e comportamenti di taluni non condivisibili, nell’ambito parrocchiale e confraternale, che gli avrebbero turbato lo svolgimento del suo ministero pastorale. E così le sue comunicazioni sono state ascoltate nell’assoluto silenzio, rotto, improvvisamente, soltanto dall’applauso finale dei presenti, quando ha ringraziato il coro, i chierichetti, i vicini di casa e tutti i presenti, invitandoli “ad amare la Madonna e di vivere la vita cristianamente, di non farsi trasportare dall’egoismo, di partecipare con devozione e convinzione alle varie liturgie con retta intenzione e non per farsi vedere dagli altri”. In un passaggio delle sue comunicazioni ha anche detto: “Non verrò più a Mussomeli, come del resto non sono ritornato più laddove sono stato, come Marianopoli e Campofranco”. Il sacerdote, nel suo amaro sfogo, ha lamentato lo strano quanto volubile comportamento di taluni mussomelesi, precisando, tuttavia, che, comunque, non tutti sono alla stessa stregua. Ha poi parlato di rapporti confraternali non condivisi come l’ammissione di nuovi confrati di cui non c’è stato il previsto suo consenso. Insomma una situazione che lo ha costretto già da tempo a richiedere e ottenere il trasferimento altrove giunto ormai nella fase conclusiva. E’ stato un linguaggio chiaro e sofferto, quello di domenica pomeriggio, di Padre Leonardo che ha riscosso, più volte, l’applauso dei presenti.