Caltanissetta, interrotti servizi scolastici per disabili. ANFFAS: “Rimbalzo continuo di responsabilità”

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CALTANISSETTA – RICEVIAMO E PUBBLICHIAMO. Seguiamo da diversi giorni l’irritante questione servizi scolastici che si sono interrotti per una non precisa indisponibilità finanziaria dichiarata dall’amministrazione ex provincia di Caltanissetta. I fittissimi contatti con famiglie, istituzioni, politici, gestori e associazioni, non sono serviti a fare chiarezza sulle responsabilità di chi ha procurato un enorme danno, l’ennesimo, a carico degli alunni con disabilità che frequentano le scuole medie superiori della ex provincia di Caltanissetta.

Un rimbalzo continuo e nauseante di responsabilità dai livelli regionali a quelli locali, i cui effetti ricadono interamente, ancora oggi, solo ed esclusivamente sugli alunni con disabilità e sulle famiglie oramai esauste.

Ma come si fa a prendere costantemente in giro tante persone, adducendo motivazioni assurde che comunque non giustificano in alcun modo l’interruzione di un servizio pubblico. Come si fa a far comprendere a chi amministra la cosa pubblica che non si può sempre cercare giustificazioni senza mai ammettere l’incapacità latente e in alcuni casi l’errore che pure può capitare. Ma è mai possibile che dall’inizio di questo anno scolastico gli unici svantaggi sono stati scaricati per intero e solamente sulle spalle delle persone più indifese, o è proprio per questo che essendo così fragili e incapaci di tutelare personalmente i propri diritti, c’è chi ne approfitta con cinica costanza e forse anche con calcoli mirati.

Ma quando pensano, costoro, di smetterla di peggiorare la qualità di vita delle persone con disabilità?! Altro che “dopo di noi”, se noi familiari non riusciamo a tutelare i diritti dei nostri figli ora che siamo in vita, immaginate cosa succederà quando moriremo! Assistiamo quotidianamente a una sorta di olocausto istituzionale che sta di fatto uccidendo tantissime persone con disabilità, negando loro, nel caso specifico, il diritto all’istruzione e relegandole a una vita claustrale che non ha senso ma è una più che evidente minaccia.

La debolezza dei nostri figli e di noi famiglie è dovuta anche alla nostra atavica divisione. Ci mettono i piedi sulla faccia e non comprendiamo che finchè anche noi interessati non facciamo una grande corporazione, un grande gruppo, capace di determinare scelte e decisioni che cambino questa cultura della sopraffazione, non ci rimarrà che piangerci addosso.

Da trent’anni cerco di compattare il comparto, quello della disabilità, e debbo ammettere di non esservi riuscito. Per contrastare questa discriminazione continua è indispensabile costituire una forza politica (non elettorale né partitica) capace di conquistare gli spazi che merita. Il rischio grosso è quello di essere fagocitati da forze estranee al nostro mondo per meri fini speculativi.

Si riempiono i giornali di temi fuorvianti, che ci tormentano ormai da mesi e anni. Gli immigrati. Non si fa che parlare di questo problema. Tutti contro tutti. Cercano di farci schierare contro le centinaia id persone immigrate che al pari dei nostri figli cercano un riconoscimento umano e civile. Nessuno prende seriamente a cuore e radicalmente il problema della disabilità, così come quello dell’immigrazione. Due fragilità sociali che alimentano inutili chiacchiere da salotto. Le pcd, poi, come se non fossero cittadini di questo Stato, di questa Regione, di questa Provincia, insomma come se fossero essi stessi “stranieri in patria”.

E’ tollerabile tutto ciò? E’ ammissibile il silenzio che sa di connivenza con i nostri detrattori? E’ giustificabile non reagire? E’ una scelta saggia e costruttiva farsi gli affari propri, pensando che la persona con disabilità è un problema delle rispettive famiglie? La nostra è una società civile?

Saremo stanchi, sfiniti, ma fino a quando Iddio ci consente di camminare su questa terra, sappiano i nostri amministratori pubblici, i nostri governanti e i burocrati, pericolosamente e diffusamente presenti, che non ci arrenderemo e, poche o tante, ci saranno sempre persone che lotteranno fino alla fine dei propri giorni, per garantire ai propri figli un futuro migliore.

Maurizio Nicosia (ANFFAS)

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