Primarie PD in Sicilia ed a Caltanissetta, intervista a Daniela Cardinale: “Ottimo risultato per noi renziani. Nel nisseno partito spaccato: troppi tornacontisti covano rancore”

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Ancora non si sono spenti gli echi delle primarie del PD che hanno registrato un milione e 848.658 voti. Rispetto alle primarie del 2013, un milione di voti in meno: tre anni e mezzo fa, infatti, si presentarono in due milioni e 814.881.  Il segretario, Matteo Renzi, è stato riconfermato con il 70,01 per cento dei voti validi: in assoluto ha raccolto un milione e 283.389 preferenze (circa 600mila in meno del 2013). Al ministro Andrea Orlando, 357.526 preferenze che corrispondono al 19,5 per cento. Per il governatore pugliese, Michele Emiliano, infine, hanno votato in 192.219, pari al 10,49. 

Per l’analisi del voto con particolare riferimento alla Sicilia (110 mila i votanti), abbiamo intervistato Daniela Cardinale, 35 anni, parlamentare in forza al PD, alla sua seconda legislatura che ben conosce le varie anime che differenziano il partito in Sicilia. La politica è una passione familiare che lei ha ereditato dal padre Salvatore Cardinale, Ministro delle comunicazioni nel primo e nel secondo governo D’Alema.

Nell’isola Matteo Renzi ha ottenuto il 62 per cento, contro il 22 di Andrea Orlando e il 15 di Emiliano. In provincia di Caltanissetta, nelle primarie PD, il più votato è stato Andrea Orlando con 2.916 voti, pari al 40%. Per Renzi 2.872 pari al 39% dei voti, per Emiliano 1.487 pari al 21%. 7 mila e 275 i votanti complessivi per la provincia di Caltanissetta. A Caltanissetta si è affermato Michele Emiliano (529 voti contro i 524 di Renzi, terzo Andrea Orlando con 307 voti). Mussomeli ha premiato Renzi: 576 voti, 34 Emiliano, 34 Orlando. Primarie nel nisseno agitate come testimonia l’intervento dei carabinieri in un seggio “abusivo” a Gela.

Onorevole Daniela Cardinale, le primarie del PD nella provincia di Caltanissetta sono state molto turbolente, qualcuno dice perché lei era capolista di Renzi.In tutti i collegi elettorali di tutte le regioni italiane e per tutte le liste, le candidature sono state selezionate ad un tavolo nazionale con la partecipazione di tutte le componenti delle mozioni congressuali. È successo con me nel collegio di Caltanissetta-Enna, con Lupo e Cracolici a Palermo, con Maria Iacono ad Agrigento e così via. Si trovano in questo modo, da sempre, gli equilibri che permettono di rappresentare tutte le anime in maniera equa”.

 Lei quale componente rappresenta? Quella renziana di stretta osservanza! Per chiarire meglio, Lupo quella che si richiama a Franceschini e Cracolici quella di Orfini.

 Ma l’equilibrio era stato trovato? Certo, su tutto lo scacchiere regionale, con qualche discussione, ma alla fine con la condivisione di tutti. Spettando alla mia area il nostro collegio, sono stata chiamata da Davide Faraone, che è il leader regionale dei renziani, anche per coprire le quote rosa e ho accettato una candidatura peraltro non richiesta.

Anche per accontentare Sicilia Futura, il movimento creato da suo padre? … se anche fosse! Ricordo che Sicilia Futura conta in tutta la regione ben 650 consiglieri comunali, 72 sindaci e 8 deputati regionali che hanno votato lealmente per Renzi senza chiedersi chi fosse il capolista.

 Come spiega allora quello che è accaduto da noi? Purtroppo devo ancora una volta constatare che all’interno del mio partito c’è chi, covando un mai sopito rancore, non perde occasioni per insultare, denigrare e mettere al bando tutto quello che non coincide con il proprio tornaconto politico. Chi invocando la “democrazia dal basso” crede di potere imporre ai più decisioni prese da “quattro amici al bar”. Tutto ciò provoca, e io me ne rammarico molto, una netta spaccatura nel PD nisseno che ne impedisce la crescita.

 Come valuta il risultato ottenuto a Caltanissetta? Molto positivamente perché il 40% dei consensi ottenuti nella nostra provincia e il 52%di Enna, sono il frutto di un lavoro impegnativo, duro e generoso dei soli renziani che io ringrazio di cuore.

Molto al di sotto di quello degli altri collegi! Certo, ma quello è stato determinato dal concorso di tutte le componenti che si richiamavano a Renzi, il nostro no! Se dovessimo sottrarre, infatti, il voto dei renziani e di Sicilia Futura da essi, non credo che il risultato di buona parte dei collegi sarebbe superiore al nostro che è nel suo complesso del 47%. Non mi pare trascurabile, inoltre, il fatto che mi contrapponevo a Crisafulli ad Enna, a Speziale, Arancio, Donegani, Montagnino e agli amici di Crocetta a Caltanissetta. E, francamente, non mi è sembrata un’impresa da poco!

E le vicende gelesi? Quelle preferisco non commentarle perché mi pare che i fatti siano molto eloquenti.

Vogliamo parlare, infine, della polemica su Mussomeli? Fumo negli occhi! Abbiamo votato nella sede del PD e di Sicilia Futura, abitualmente utilizzata per le nostre riunioni, posta nella centralissima via Palermo per volontà della segreteria comunale, condivisa dall’organo di controllo provinciale che l’ha trovata idonea.

Abbiamo assicurato la trasparenza del voto, la sua segretezza e dato alla minoranza uno scrutatore nel seggio. La qualcosa chi lancia proclami in nome della trasparenza non ha voluto concedere a noi nei comuni del gelese, dove non abbiamo neanche potuto indicare un rappresentante di lista per vigilare sulla correttezza delle operazioni di voto.

 

2 Commenti

  1. E per Mussomeli dobbiamo ancora percorrere quelle stratuzze vergognose!
    I Cardinale… veri politici della serie “cambiare per non cambiare nulla”

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