Salute

Caltanissetta, sanità: è guerra tra il Nursind e le tre maggiori sigle sindacali

Redazione

Caltanissetta, sanità: è guerra tra il Nursind e le tre maggiori sigle sindacali

Gio, 07/07/2016 - 09:46

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Il Nursind replica dopo gli attacchi dei sindacati Cgil, Cisl e Uil che in una nota avevano accusato un sindacato minore – del quale non avevano specificato il nome – di essere “imbeccato” dall’amministrazione dell’Asp e di ricercare sempre e comunque le luci della ribalta. Di seguito la nota stampa di Osvaldo Barba

“In replica alla nota diffusa ieri da CGIL-CISL- UIL indirizzata al Direttore Generale avente per oggetto la rivendicazione di non ben identificati istituti contrattuali interviene Nursind: premesso che ognuno è libero di scrivere quello che vuole – dichiara il segretario regionale del Nursind Osvaldo Barba – e’ altresì vero che deve anche assumersene le responsabilità di quello che firma . L’ASP di Caltanissetta ha firmato un verbale di conciliazione in Prefettura lo scorso 21 giugno da dove si evince che si impegna nel brevissimo periodo all’attuazione della piattaforma sindacale proposta da Nursind in nome e per conto di tutti i lavoratori, che poi altri non è che quanto previsto dal Contratto. Per cui, a proposito di populismo e di facile demagogia a posteriori, notiamo con piacere che abbiamo davvero molto da imparare. Ciò premesso, dalla nota diffusa dalla triade emerge a chiare lettere un ripetuto comportamento illegittimo di un dirigente aziendale in malafede che “imbeccherebbe” sindacati in cerca di visibilità ai danni della direzione strategica. Quest’ASP ha pubblicato solo pochi giorni addietro il Piano Anticorruzione.
Queste dichiarazioni pubbliche esternate da CGIL-CISL-UIL preoccupano seriamente tanto il Nursind quanto i dipendenti poiché, stante a quanto dichiarato dalla triade, esisterebbero delle frodi o truffa ai danni dell’ASP che si potrebbero riversare su tutti. Poiché le accuse lanciate di illeciti più o meno a conoscenza del management di Via Cusmano sono oramai periodiche chiediamo al direttore generale Carmelo Iacono di aprire ufficialmente un’inchiesta e di avvisare contestualmente le forze dell’ordine interessate. Se c’è un colpevole che paghi. Se non c’è, a nostro parere, si configurerebbe il resto di diffamazione. Se non lo dovesse fare l’ASP lo faremo noi”

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