NISCEMI – Si stavano vantando di essere usciti indenni da un controllo della Polizia mentre gli agenti, acquattati dietro un cespuglio, li ascoltavano. Si è conclusa con una denuncia in stato di libertà, l’eccessiva “eloquenza” di quattro giovani, niscemesi, C.D. classe 1993, D.L.F. classe 1986, M.D. classe 1993, S.S. 1994, sorpresi nella flagranza del reato di detenzione ai fini di spaccio di sostanza stupefacente, avendola appositamente occultata.
Giovedì 2 ottobre, i poliziotti del Commissariato della città della SS Madonna del Bosco, monitoravano il centro niscemese, ed in particolare un parco, adiacente viale M. Gori, da alcuni giorni, frequentato da giovani dediti al consumo di stupefacenti. Le forze dell’ordine, giunte sul posto, hanno notato alcuni ragazzi seduti sul bordo di un giardinetto alberato e con erbacce.
L’equipaggio della volante ha proceduto al loro controllo, nel corso del quale i giovani mostravano evidenti segni di nervosismo, Tuttavia il primo controllo non faceva emergere alcunché di illecito. Gli uomini della volante niscemese, visto l’atteggiamento sospettoso e riottoso dei giovani, si appostavano nelle immediate vicinanze.
Dopo qualche minuto, sopraggiungeva un altro ragazzo, il quale si univa al gruppo. Uno degli adolescenti, non riusciva a trattenersi dal raccontare, con atteggiamento spavaldo, che poco prima erano usciti indenni da una perquisizione. Dopo di che tutti si recavano sul bordo di un’aiuola, uno dei giovani si abbassava e prendeva un involucro di carta stagnola, mostrandolo agli altri.
A questo punto, gli Agenti uscivano dall’appostamento, facendosi notare, mentre il giovane, repentinamente, riponeva di nuovo l’involucro a terra. I poliziotti, pertanto, reiteravano il controllo, e proprio sul luogo prescelto dal giovane, rinvenivano un involucro, con all’interno altri 5 involucri racchiudenti della marijuana, risultata essere poi del peso complessivo di gr. 5,8.
Alla luce di quanto accertato, ovvero la flagranza del reato di detenzione ai fini dello spaccio di sostanza stupefacente, già suddivisa in dosi, i poliziotti niscemesi procedevano alla denuncia in stato di libertà dei giovani, segnalandoli, pertanto, alla Procura della Repubblica presso il Tribunale di Gela.

