CALTANISSETTA – Anche per gli artigiani nisseni, come per tutte le famiglie, si avvicinano le nuove scadenze degli ultimi balzelli, inseriti in ordine di tempo, nel variegato mondo della tassazione locale. Entro metà ottobre dovrà essere infatti pagata la Tasi, la tassa sui servizi indivisibili, per non parlare della Tari che grava su molte aziende che pure già pagano parecchio per lo smaltimento dei rifiuti speciali prodotti negli opifici. La Confartigianato di Caltanissetta prende atto delle tariffe stabilite dagli enti locali della provincia, ma auspica un oculato utilizzo delle risorse finanziarie che deriveranno da tali balzelli.
“Ritengo – dice il presidente provinciale della Confartigianato nissena, Tarcisio Beniamino Sberna – che sia inutile recriminare su un punto percentuale in più o in meno stabilito dai vari Comuni, costretti ad aumentare a più non posso la tassazione locale a causa dei tagli statali e regionali, ma il problema vero è la gestione di queste risorse economiche. Se imprese e cittadini sono costretti a pagare fior di quattrini, anche in un periodo di crisi e di mancanza di liquidità, è giusto che gli enti locali si impegnino ad erogare servizi adeguati, dal punto di vista qualitativo e quantitativo. Va bene che i bilanci devono quadrare, purché la macchina burocratica funzioni adeguatamente. E allora diciamo agli amministratori comunali: fate lavorare il personale, in modo da garantire i servizi richiesti dall’utenza”.
“A fronte di tasse pesanti che gravano sulle imprese – aggiunge Sberna – dev’esserci una contropartita in termini di servizi. Le aziende oramai sono vessate da quella burocrazia che non fa altro che mettere i bastoni tra le ruote degli imprenditori e dei cittadini. Se i servizi funzionano, una tassa pur gravosa si digerisce meglio. Non si possono chiedere sacrifici solo ai contribuenti. Se gli amministratori locali non sono invece in grado di governare, che si facciano da parte”.
“E poi mi chiedo – conclude il presidente della Confartigianato – perché per le imprese c’è l’obbligo della tracciabilità dei prodotti e dei passaggi di denaro, ed invece nei Comuni non si sa dove vengono spesi i soldi pubblici? Gli amministratori devono giustificare come utilizzano i soldi e soprattutto garantire il buon funzionamento dei servizi erogati. La Confartigianato è disponibile ad un confronto, per quanto di sua competenza, con sindaci, assessori e consiglieri comunali, sempre nell’interesse delle imprese”.

