Salute

Mussomeli, la crociata del consigliere Guadagnino contro la cacca dei cani

Redazione

Mussomeli, la crociata del consigliere Guadagnino contro la cacca dei cani

Gio, 15/05/2014 - 17:10

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Enzo-GuadagninoI marciapiedi di Mussomeli sono così colmi di escrementi animali che chi è costretto a percorrerli deve affrontare un continuo zigzagare, un ininterrotto dribbling per evitare di pestare le feci, che sono tante e disseminate in ogni angolo. Ed il decoro urbano va a farsi benedire. A sollevare il caso sull’eccessiva presenza di cacca di cane abbandonata e lasciata a terra sui marciapiedi della città il consigliere comunale Enzo Guadagnino. Sua la crociata contro i proprietari indisciplinati, poco rispettosi degli altri e per nulla interessati alle quotidiani deiezioni dei propri amici a quattro zampe. E l’aumento degli escrementi lasciati in strada appare oramai direttamente proporzionale alla passione verso i cani manifestata da un numero sempre più crescente di persone. Insomma, il numero dei quadrupedi aumenta e con esso pure la quantità di rifiuti organici. “E’ davvero uno schifo- denuncia senza mezzi termini il consigliere di opposizione-. Oramai, su certi marciapiedi, come ad esempio al viale Sorce, è praticamente un’impresa passeggiarvi senza pestare la cacca. Nessuno di coloro che porta a passeggio il proprio cane raccoglie da terra gli escrementi. Purtroppo a Mussomeli, il grado di inciviltà e di scarso rispetto della collettività è sempre più alto”. Guadagnino pensa perciò, come valido deterrente, di meditare sulla necessità di varare dei provvedimenti repressivi. “Perché l’Amministrazione comunale- s’interroga Guadagnino- non prenda in considerazione l’ipotesi di approvare un’ordinanza che punisca chi non raccoglie le feci degli animali?”. Un’idea che piace al vice sindaco e assessore all’Ambiente Sebastiano Sorce. “Fermo restando che la pulizia dei marciapiedi è di competenza dell’Ato, certamente l’ipotesi potrebbe essere studiata e messa a punto. Anzi, invito lo stesso Guadagnino a farsi promotore di un’iniziativa simile, di una proposta che porti all’approvazione di un’ordinanza che cerchi di eliminare il problema. Anche se penso che sia tutta una questione culturale, contro cui un’ordinanza rischia di fare poco”.

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