MUSSOMELI- Sul decesso del 64enne Pino Salamone avvenuto mercoledì scorso per circostanze ancora da chiarire il personale dell’ospedale “M.I.Longo” inizia ad ergere le barricate. Se da un lato tutti si stringono al cordoglio della famiglia per la perdita di una persona cara e conosciuta come il defunto Pino, instancabile lavoratore e personaggio carismatico della confraternita di S.Enrico, dall’altro è iniziato un repentino quanto crescente fronte comune di quel personale sanitario, tecnico e amministrativo che vede nella dichiarazione del diretto di presidio dott. Alfonso Cirrone Cipolla, la doverosa quanto veritiera esposizione di un’urgenza sanitaria trattata secondo i protocolli e nei tempi previsti. L’opinione comune è che non c’è nulla da eccepire sulla scelta dei familiari del defunto Salamone di volere chiarezza e verità su una morte che loro reputano evitabile, trattata non con professionalità ma con superficialità. Ma quello ovviamente è il loro punto di vista. Il personale del “Longo” chiuso nel massimo riservo chiede a voce alta che in attesa che le indagini facciano il loro corso, venga preservato il buon nome dell’ospedale. Un nostro lettore così si è espresso: “Non posso che dispiacermi per la vicenda del defunto Salamone. Credo che però abbia ragione il dott. Cirrone Cipolla quando parla di tempestività degli interventi. Se poi a priori ci siano state delle inefficienze è giusto che la giustizia faccia il suo corso e, se necessario, prenda i dovuti provvedimenti. Su un quotidiano provinciale di oggi leggo delle lamentele di un utente al S.Elia che per essere visitato al Pronto Soccorso ha dovuto attendere ben 36 ore. Premesso l’assurdità dell’accaduto mi chiedo se per ipotesi il signor Salamone si fosse recato a quel Pronto Soccorso e fosse lì deceduto di chi sarebbe stata la colpa? Da comune cittadino debbo constatare come la stampa a volte tratti i casi di presunta malasanità con tanta e tale dovizia di particolare che non si capisce se facciano i giornalisti o vestano i panni dell’ispettore Derrick. Da quello che ho letto, mancava solo che il cronista raccontasse la marca dell’alcol usato e il tipo di ovatta per l’iniezione intramuscolare. Troppe volte questo ospedale viene tirato in ballo ed inutilmente. Da utente constato come, negli ultimi mesi, questo ospedale grazie alle organizzazioni sindacali e alla volontà dell’ASP per mezzo del nuovo direttore di presidio stia facendo sforzi enormi per offrire servizi inimmaginabili fino a poco tempo fa. Mi auguro che, magari da oggi in poi, chi fa cronaca abbia l’accortezza di documentarsi in merito e si limiti a descrivere i fatti evitando banalità che in molti casi, servono solo ad aumentare il numero delle parole scritte per ricavarne un misero tanto quanto agognato guadagno.” Intanto, sentito in merito il direttore di presidio dott. Cirrone Cipolla, si apprende che la settimana prossima sarà convocata una riunione urgente con le sigle sindacali, i responsabili delle unità operative, per delineare una linea comune, condivisa e sottoscritta, per quel che riguarda la tutela dell’immagine dell’ospedale nei rapporti con la stampa di chi, ovviamente, ne ha facoltà.


