GELA – Dopo lo sversamento di petrolio, del 4 giugno scorso, per un guasto all’impianto Topping 1 della raffineria dell’Eni, il mare di Gela appare sufficientemente bonificato, ma “gli argini artificiali del fiume e le massicciate di scogli a pelo d’acqua sono risultati ancora pesantemente contaminati da idrocarburi”. Lo rende noto la Capitaneria di porto di Gela che ha esposto ai vertici dello stabilimento “l’esigenza di intensificare incisive e complete operazioni di pulizia delle aree ancora interessate al fine di ripristinare le naturali condizioni del fiume”. Con il caldo di questi giorni, infatti, “chiazze e iridescenze a volte anche molto vistose”, a parere della stessa guardia costiera, si sarebbero verificate in mare, mettendo a rischio la balneabilità di quel tratto di spiaggia a ridosso della foce del fiume Gela. Proseguono intanto le indagini della procura della Repubblica per accertare le cause tecniche e le eventuali responsabilità sull’improvvisa perdita di petrolio.
di Redazione 3
Mar, 10/03/2026 - 08:30

