CALTANISSETTA – Trascorsa la Settimana Santa, ritengo si possa adesso tirare le somme, non per polemizzare, non per quantificare risultati economici, ma per riflettere a voce alta sulla religiosità dalla “R” maiuscola, di una peculiare processione. Mi riferisco alla processione del “CRISTO NERO”, “NOSTRO SIGNORE DELLA CITTÀ”, la più sentita tra le manifestazioni Sacre, e della Settimana Santa, dalla Popolazione Nissena. Lo dimostrano i numerosi fedeli che accompagnano il simulacro di Gesù Crocifisso, e quanti spettatori assistono al Suo passaggio. Ed è la sentita partecipazione dei numerosi fedeli che per voto, affetto, devozione al “CRISTO NERO”, scalzi e non, danno senso mistico a questa processione.
Ma di questo, pare che nessuno se ne avveda, anche chi dovrebbe. Ormai è da anni che mi unisco ai “pellegrini” in processione. Ed è da anni che colgo e condivido lo smarrimento, il disaggio, il disappunto, lo sconcerto di costoro, che si vedono abbandonati al loro destino travolti nel turbinio di folla, di luci, del grugnire festaiolo di coloro che credono di assistere ad una sfilata “goldoniana”, e di espiatori di colpe di cui non aver riguardo.
Tre specifici passaggi lungo il tragitto, sconvolgono, turbano questa Processione: 1°-culmine salita via P.E.Giudici con Largo Badia e inizio via Re d’Italia; 2°-fine di via Re d’Italia con corso Umberto I° sino ad intersecare corso V.E.II°; 3°- per proseguire in piazza Garibaldi sino ad arrivare all’inizio della via C. Genovese ex la pescheria.
Ecco, in questi tratti, tutto sembra fuorché la processione religiosa e mistica come vuole essere ma che non è dato avere. La folla si interseca con i “pellegrini in processione”, calpesta le nude estremità, luci, musiche, grugniti, vocii, infrangono, il dovuto raccoglimento, silenzio; Real-Maestranza, clero, politici, sono già transitati impettiti nella propria processione. Loro, tutti sono incuranti della plebe in coda lì solo a espiare. Non un prete che li accompagni e preghi con loro, non una transenna ma luci e suoni inquinanti, non un doveroso cordone esterno che perimetri, delimiti, che possa dare-incutere il rispettoso ordine che ci si aspetta. questa e’ la scena che si presenta, questa e’ la scena che si ripete di anno in anno. Fare qualcosa è un dovere civile e morale, fare sì che questo avvenga un diritto, a chi di competenza giunga questo appello.
P.S.: Un mio sommesso consiglio. Ritengo sia bene che quanti abbiano competenza valutino, la fattibilità di far spegnere al passaggio della processione le eccessive e ben determinabili illuminazioni, e l’opportunità di coinvolgere oltre a scout e protezione civile, perché no anche la Real Maestranza affinché, nel suo spirito dispensatore di “grazia” e carità tramandatoci dalla storia, possa sfilare non solo prima (una parte di categorie con capitano), ma anche e autorevolmente dopo, creando un cordone protettivo per i fedeli con carrozzina, scalzi, e non. Dando così vita all’auspicabile continuità tra inizio e fine della processione, che possa far cessare del tutto quanto, purtroppo ancora avviene.
Michele Amico

