Salute

CRI nissena, focus group con immigrati sull’Aids e la contrazione del virus Hiv

Redazione

CRI nissena, focus group con immigrati sull’Aids e la contrazione del virus Hiv

Ven, 19/04/2013 - 08:48

Condividi su:

CALTANISSETTA – Si è svolto presso la sala convegni della Croce Rossa Italiana del Comitato Provinciale di Caltanissetta,  sita presso l’Istituto Testasecca, un focus group proposto ad un target di immigrati maschi, selezionati opportunamente dalla cooperativa “Io per voi per io”, partner istituzionale della CRI. Si tratta di una tecnica qualitativa nota come “gruppo di discussione” utilizzata nelle ricerche delle scienze umane e sociali, attraverso la quale gli immigrati intervistati, si sono confrontati riguardo all’atteggiamento personale nei confronti di un tema particolarmente importante: l’AIDS e la contrazione del Virus HIV. Tale incontro è il risultato di una collaborazione tra il Comitato Provinciale della Croce Rossa di Caltanissetta e il Dipartimento di Psicologia dell’Università degli Studi Alma Mater di Bologna per la realizzazione di una ricerca di cui è responsabile scientifico la prof.ssa Bruna Zani. Si tratta di uno studio  finalizzato alla valutazione pre-post dell’impatto della campagna del Ministero della Salute 2012-13 per la lotta all’AIDS. La discussione informale e semi-strutturata del focus group è stata condotta dal  Dottore di ricerca Davide Mazzoni che in qualità di moderatore ha stimolato nei partecipanti il libero flusso delle idee a partire da uno stimolo target: la visione del video-spot della campagna ministeriale di prevenzione dell’HIV/AIDS. Le attività che si sono svolte a cura della Delegata Provinciale C.R.I per le attività con i Migranti S.lla Grazia Mirisola ed del Prof. Tommaso Pilato, hanno visto la collaborazione, in qualità di osservatori partecipanti, di un equipe di professionisti specialisti del settore nonché volontari di CRI: il medico  Adriana Scozzaro, lo psicologo e psicoterapeuta  Jenny Vendra, lo psicologo  Paola Scarantino. L’obiettivo dell’incontro è stato quello di valutare l’efficacia e l’incisività del suddetto spot nel rafforzare la percezione del rischio dell’infezione da Hiv e nel sensibilizzare la popolazione sulla modalità di trasmissione e sulle misure di prevenzione. Il campione di migranti, molti africani e pakistani, di età compresa tra i 18 e i 30 anni, è stato invitato ad esprimere la propria opinione relativamente allo spot pubblicitario in esame che vede come testimonial l’attore Raul Bova. Durante la discussione i membri del focus group, nonostante le difficoltà espositive, si sono espressi in modo spontaneo sul video mettendo in luce importanti differenze culturali: alcuni immigrati del gruppo hanno spiegato che nei loro rispettivi paesi di provenienza gli spot sul tema dell’AIDS ritraggono esclusivamente soggetti che hanno contratto l’HIV ed hanno già sviluppato il virus. Dunque le immagini a cui sono esposti nelle loro campagne raffigurano generalmente uomini all’ultimo stadio della malattia. Pertanto, soprattutto nei partecipanti di origine africana, pare sia diffusa l’idea che l’uso del preservativo sia destinato solo ai rapporti con partner affetti da HIV e non ai rapporti a rischio, quale partner sessuali occasionali e sconosciuti, rapporti anali ecc. Il target ha dimostrato di non conoscere il testimonial dello spot e ha compreso il senso generale della campagna ministeriale, per una difficoltà soprattutto linguistica, con estrema lentezza e soltanto dopo aver visionato la pubblicità televisiva differenti volte. Dal dibattito sono comunque emerse interessanti osservazioni sulle categorie con comportamenti ritenuti a maggior rischio individuati nello spot: adulti, migranti, MSM (uomini che fanno sesso con uomini), giovani, donne omosessuali. Tuttavia per quanto riguarda la percezione dei partecipanti del livello di informazione espresso nello spot, questa risulta piuttosto bassa. L’indagine ha messo in evidenza una tendenza generale all’uso del profilattico solo in casi specifici, pertanto l’atteggiamento relativo all’esiguo ricorso al profilattico da parte dei partecipanti, appare frutto di una bassa percezione del rischio. Attraverso il confronto e lo scambio di idee  il gruppo ha focalizzato l’attenzione sull’uso del profilattico in pratiche sessuali specifiche nell’ambito di relazioni occasionali o di tipo omosessuale. Pertanto attraverso l’intervista semi-strutturata il dr.Mazzoni ha indagato, al fine di avere una visione più realistica del comportamento sessuale, l’effettiva conoscenza nei partecipanti delle norme di prevenzione, insieme alla frequenza con cui ricorrono. L’indagine permette infatti di notare che sebbene il profilattico sia ritenuto idoneo nel  rapporto vaginale, non è altrettanto utilizzato sufficientemente in pratiche come quella orale per la presenza di un livello elevato di disinformazione. Inoltre l’incisività delle immagini del video non è stata colta dal target che ha con non poche difficoltà riconosciuto le categorie presentate dallo spot: donne incinte, omosessuali, un uomo di colore, un dottore. Ciò costituisce un’utile informazione ai fini della realizzazione di una più mirata e proficua attività di prevenzione.

banner italpress istituzionale banner italpress tv