CALTANISSETTA – La RSU della CISL FP della Provincia Regionale di Caltanissetta, insieme alla Segreteria ed al Segretario Generale della CISL FP di Agrigento Caltanissetta Enna, Gianfranco Di Maria, hanno indetto per il giorno 22.04.2013 alle ore 10,00 , presso l’Auditorium del Liceo Scientifico “A. Volta” di Caltanissetta, l’Assemblea del personale della Provincia Regionale di Caltanissetta aperto al Personale delle restanti 8 Province Reg.li della Sicilia per trattare della Legge Regionale relativa all’Abolizioni delle Province Siciliane.
All’Assemblea, ad oggi, hanno assicurato la loro presenza i Deputati Regionali: Giancarlo Cancelleri, Gianluca Miccichè, Pino Federico. Probabilmente e comunque, compatibilmente con gli impegni Istituzionali, parteciperà all’Assemblea de qua anche il Governatore Rosario Crocetta, il Vice Presidente dell’ARS Antonio Venturino ed altri Deputati Regionali. E’ altresì molto probabile che interverrà anche la Dirigente regionale D.ssa Monterosso.
Ai Lavori dell’Assemblea sarà presente il Segretario Generale della CISL FP Sicilia Gigi Caracausi.
Il tema dell’Assemblea sarà la legge varata dall’ARS e relativa all’abolizione delle Province Siciliane. Questa norma, siamo convinti, interessa e “preoccupa” non solo i dipendenti degli Enti in questione ma tutti i Siciliani. Da essa dipenderà il nuovo assetto istituzionale in Sicilia. E da essa dipenderà il permanere dei 9 attuali Territori o la modifica dei loro confini e la creazione di “enne” nuovi liberi Consorzi.
Considerato che la Legge approvata non regola e non prevede il futuro assetto istituzionale. Essa si limita a bloccare le elezioni, commissariare gli Enti e impegna il Governo Regionale a varare la riforma, entro il 31.12.2013.
E’ d’obbligo, secondo lo scrivente n.q. di Cittadino Siciliano, di dipendente della Provincia e di Sindacalista della CISL FP, chiedersi ma qual è il vero obbiettivo della riforma? Qual è il progetto che intende realizzarsi? Quale sarà il destino dei Territori e, nello specifico, delle Province esistenti? Che sorte toccherà ai dipendenti delle Province Regionali? Quale sarà la differenza tra gli Enti esistenti ed i costituenti Liberi Consorzi ? Le attuali Province Regionali non sono già oggi, Liberi Consorzi, giusta la Legge 9/86 ???
Se l’obbiettivo della riforma è la riduzione della spesa della Politica ed il miglioramento dei servizi al cittadino. Siamo assolutamente d’accordo! E richiediamo che, contestualmente all’Abolizione delle Province, intese come Enti e non già come Territorio, siano aboliti i circa 256 Enti (spesso, doppioni per competenze) dove gli Organi di Governo vengono nominati e non già eletti (ATO, Consorzi, IACP e quant’altri) e proponiamo di destinare una parte delle economie alla stabilizzazione dei Precari e l’altra agli investimenti produttivi. Una delle preoccupazioni che ci assale è quella relativa ai Territori e, nello specifico, chiediamo: i Liberi Consorzi saranno nuovi Enti Territoriale oppure no? E’ chiaro che da ciò, verosimilmente, potrà dipendere il permanere degli Uffici che hanno sede territoriale negli attuali capoluoghi di Provincia o meno. Cosa accadrebbe se i limiti per formare i Liberi Consorzi fossero solo quelli relativi alla popolazione minima di 150.000 abitanti?? In questa ipotesi, sarebbe verosimile pensare che si creerebbero più Liberi consorzi di quelle che sono le attuali 9 Province Siciliane. E se ciò fosse la futura realtà ci chiediamo ancora: come si realizzerà l’economia di spesa di cui abbiamo bisogno e che pare sia l’obbiettivo desiderato? Forse, non sarebbe meglio abolire le Province, intese come Ente, eliminando i costi della politica e mantenere invariati i 9 Territori? E, non sarebbe meglio riunire le funzioni, le competenze ed i dipendenti (mantenendo lo stesso stipendio) in capo all’ente sovra-comunale Regione ??? In questo modo, riteniamo si potrebbe avere un assetto istituzionale più snello. E, a seguito della riorganizzazione e l’accorpamento degli Uffici, anche servizi migliori e più celeri a cittadini ed imprese, riducendo i costi e generando economia di spesa da investire. In buona sostanza adottando quel circolo virtuoso che tutti auspicano e che è diventato indispensabile per l’economia del Paese.
Il segretario
Gianfranco Di Maria

