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Giammusso(Pdl) su Generazione 30:”Deluso da un cavallino rampante anonimo”

Redazione

Giammusso(Pdl) su Generazione 30:”Deluso da un cavallino rampante anonimo”

Gio, 24/01/2013 - 22:09

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CALTANISSETTA – Come osservatori in tribuna, distratti dal tablet su cui scorrono immagini di altre squadre, i coordinatori di Generazione 30, in un giudizio che non riesco a comprendere, se non leggendolo con la lente di chi ha visto deluse le proprie ambizioni personali, esprimono una valutazione “politica” completamente diversa dalla realtà e dai fatti.

Il mio ruolo di dirigente provinciale del PDL, animato dalla passione per la politica, come fortunatamente tanti all’interno del mio movimento, e lontano da qualsiasi ambizione personale, mi impone di esprimere il mio giudizio su quell’articolo cercando di far chiarezza soprattutto per i tanti cittadini che credono fortemente nel progetto politico del Presidente Berlusconi e del segretario Angelino Alfano.
Lontano da me il desiderio della facile risposta a coloro che dietro ad un anonimo logo enumerato alla stessa maniera dei denari di Giuda, fa piacere ricordare a me stesso, che solo fino a 2 anni orsono, nessuno contestava l’operato di Angelino Alfano e tantomeno quello di Alessandro Pagano. In aiuto alla memoria di chi legge, vorrei ricordare che nel 2009, il PDL guidato nella nostra provincia da Alessandro Pagano, ha contro ogni previsione vinto le elezioni comunali di Caltanissetta, riportando il centro-destra ad amministrare la città dopo 13 anni. Allora, me presente, non ricordo critiche alcune all’operato di Alessandro Pagano, tantomeno voci di rottamatori improvvisati.
Nel 2011 con le elezioni del coordinamento provinciale, il PDL ha dato la parola ai suoi iscritti, per scegliere liberamente e democraticamente i suoi organi di governo provinciali. In quella occasione, ricordo bene, che nessun “giovane un po’ romantico, idealista ma allo stesso tempo pragmatico” ebbe gli attributi per misurarsi in quella competizione interna, e che solo una mozione e per giunta minoritaria fu presentata contro il candidato successivamente eletto a stragrande maggioranza, l’On. Raimondo Torregrossa. In quel congresso, non ci fu inoltre alcuna “generazione di nome 30”, che si presentò o contestò l’orientamento della maggioranza degli iscritti. Agli atti rimase la presenza di una sola mozione minoritaria, quella di “Caltanissetta Protagonista”, che aldilà delle posizioni espresse, mostrò perlomeno coerenza con la propria posizione, cosa meritevole di stima.
Non desidero però nascondere, la mia delusione, quando voci di corridoio rimarcavano le opinioni di alcuni giovani rampanti e professionisti aderenti al partito, che in maniera recondita, manifestavano dissenso verso Alessandro Pagano.
Questa mia delusione si è fatta ancora più forte, quando al momento delle candidature per le elezioni regionali, i “cavallini rampanti” hanno preferito rimanere all’interno della scuderia, o al massimo a sporgersi dalla finestra per accertarsi delle condizioni meteorologiche. Salvo poi a risultato ottenuto, presentarsi davanti alle telecamere delle televisioni locali per manifestare la propria soddisfazione per il risultato.
Oggi, forse presi dal coraggio di chi sa di aver perso il treno ad ogni fermata, e guardando la ormai troppo lontana meta, impreca contro essa, ed accusa i tanti che da sempre hanno collaborato con spirito di abnegazione all’interno del partito, e mi riferisco anche ai candidati al Parlamento Nazionale, che guidati da Alessandro Pagano, da sempre interprete dei bisogni veri della collettività ed instancabile uomo del fare, non sono certamente prossimi alla pensione. Se l’anagrafe non mente Angelo Failla, Massimo Allenza, Valeria Vella e Cristoforo Lucio Greco, profondi conoscitori del loro territorio, essendo stati tutti eletti nei rispettivi comunali, fanno parte di una generazione superiore di appena un decennio a quella dei cavallini. Dico questo per smentire l’affermazione che siano stati scelti soggetti non conosciuti e ultra settantenni, come evidenziato in un passaggio dell’articolo dell’attempato giovane.
Mi piacerebbe poter conoscere personalmente chi, dietro l’anonimato, tenta come cecchino senza mira, di colpire il PDL ed i suoi maggiori esponenti provinciali (e questa non è una novità) ma anche (udite, udite) nazionali. Naturalmente questo cavallino rampante non si esporrà mai. Abbasso l’anonimato, viva la firma il calce!

Arialdo Giammusso
Coordinamento Provinciale PDL